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Ex asilo Ricasoli, i lavori ripartono a settembre Sarà un centro culturale

Andrea Capitani

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Sono fermi i lavori all’ex asilo Ricasoli, edificio scolastico abbandonato da molti anni – e il sindaco Franco Borghini spiega il motivo: «Per difformità urbanistiche – dice – si riparte a settembre con un nuovo progetto».

L’ex sindaco Arturo Cerulli aveva avviato un progetto per realizzare un museo con le riproduzioni in alta definizione delle opere del Caravaggio, idea che a Borghini non è mai piaciuta. «Quando ci siamo insediati – dice Borghini – abbiamo notato una difformità di percorso dal punto di vista urbanistico, che ci avrebbe reso molto deboli in caso di esposti da parte di residenti nelle vicinanze. E dato che alcuni già c’erano, i nostri legali ci hanno fatto presente che mancava la conformità urbanistica del percorso. Abbiamo dunque chiamato la ditta che si era aggiudicata l’appalto per la costruzione della “scatola” esterna dell’asilo Ricasoli, e abbiamo rifatto il procedimento urbanistico. Con un percorso “normale” sarebbe stato forse anche possibile, ma il percorso adottato dai predecessori era debole di fronte a un eventuale ricorso al Tar o al Consiglio di stato. Adesso il progetto della scatola è stato rivisto e rimodellato, il percorso urbanistico idem e i lavori riprenderanno i primi di settembre».

Per il momento il Comune sta prendendo decisioni sull’incremento dell’importo dei lavori con la chiusura con finestre dell’immobile, e si comincia anche a fare lavori di progettazione degli interni.

«Rispetto alle previsioni che avevano immaginato con il museo virtuale del Caravaggio – annuncia il sindaco – noi abbiamo intenzione di prendere invece accordi con le varie facoltà di agraria per realizzare il percorso del giardino botanico di Corsini, tenere lezioni di botanica al pianterreno e, in alternativa, quando non si svolgono le lezioni, sfruttarlo come location per mostre di quadri o anche per presentazioni di libri, alla stregua di un centro culturale universitario simile a quello che a Porto Santo Stefano già c’è, ossia il Centro Culturale Don Pietro Fanciulli. Le stanze saranno polivalenti e quindi anche usufruibili per incontri e riunioni, che non dovranno più necessariamente avere luogo nella canonica da Don Adorno – conclude il sindaco – ma potranno realizzarsi anche in una struttura laica». –

Andrea Capitani

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