Il presidio
Oggi la cerimonia per la ricollocazione della corona d’alloro
grosseto
Quindici giorni dopo l’oltraggio alla memoria dei partigiani di Porta Vecchia, la città e l’Anpi si ritroveranno di nuovo stamani alle 8.30 in quel luogo simbolo della lotta alla barbarie del nazifascismo dove sarà ricollocata la corona di alloro, sotto la lapide che commemora i sei caduti grossetani. «Azioni come quelle messe in campo rapidamente dall’amministrazione comunale rappresentano un segnale importante e concreto in favore di tutti i grossetani – spiega Flavio Agresti, presidente provinciale dell’Anpi – siamo stati testimoni di un intervento corale da parte di tutte le istituzioni e delle forze dell’ordine. Un sincero ringraziamento va inoltre, in modo particolare, al nostro prefetto, il dottor Fabio Marsilio, che nell’immediatezza del violento gesto non ha mancato di far sentire la sua vicinanza insieme a quella del Governo».
L’Anpi, nonostante la drammaticità dell’evento, ha avuto l’occasione di apprezzare la grande mobilitazione civica che ha coinvolto spontaneamente giovani, adulti e anziani, giunti numerosi per lasciare un fiore o portare una carezza alla lapide danneggiata, posta a ricordo delle vite immolate dai difensori del capoluogo maremmano alla causa della libertà nella decisiva giornata del 15 giugno del 1944.
«Il nostro è un Paese nato dalla Resistenza e che deve moltissimo ai protagonisti della lotta partigiana – prosegue Flavio Agresti – le loro idee e il loro sacrificio hanno contribuito alla nascita della nostra Repubblica, fondata sulla Carta Costituzionale. Siamo grati al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che si è impegnato in prima persona nella ferma condanna dell’atto e nella successiva opera di ripristino voluta dalle istituzioni locali. Adesso confidiamo negli inquirenti per una veloce identificazione del responsabile eper il suo affidamento alla giustizia. Non è possibile pensare ad un gesto riconducibile alla volontà di unsingolo poiché sono troppi i casi analoghi, tanto da farci paventare l’esistenza di una trama neofascista. Chi ha commesso quel gesto rinnega le nostre radici – chiosa – occorre pertanto proseguire lungo la strada della legalità, vigilando affinché l’applicazione delle leggi e della Costituzione, democratica e antifascista, continuino ad essere la solida garanzia che tutela la Repubblica Italiana». —
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