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Con la finanza innovativa ha aperto il bio-ristorante

Gabriele Baldanzi/
Con la finanza innovativa ha aperto il bio-ristorante

È ospitato nell’immobile dell’ex colonia Enaoli di proprietà di Ente Terre Regionali  C’è anche una sala prove musicali per giovani. Tutto merito del risparmio privato

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Quando tornerete a Festambiente, fateci caso: sulla sinistra, proprio in testa al viale alberato che conduce all’Ex Enaoli, a trenta metri dalla chiesina, c’è un fabbricato appena ristrutturato, che da ieri ospita una bio-osteria.

È un piccolo miracolo, la dimostrazione che si possono fare “cose buone” (per dirla con le parole di don Enzo Capitani) in breve tempo, tracciando nuove strade. Questo immobile pubblico, caduto in disuso (il fabbricato ospitava la colonia per i piccoli orfani ex Enaoli, proprietà di Ente Terre regionali e dunque della Regione Toscana), è stato recuperato come ristorante, sala-prove musicale per i giovani e spazio per la cosiddetta scuola dell’innovazione, ovvero un punto per formazione centrato sugli interventi a impatto sociale. Il progetto “Luci nel Parco” apre la strada a un nuovo modo di fare sociale e fare economia, senza contributi pubblici, ma rivolgendosi al risparmio privato, anche quello dei piccoli risparmiatori.

Un parterre di grande qualità ha applaudito Paola Caporossi e don Enzo Capitani, le locomotive di un convoglio che, dopo questa esperienza, potrebbe decidere di toccare altre stazioni. Tra il pubblico molti partner e sostenitori di “Luci nel Parco”: l’assessore alla partecipazione e alla presidenza della Regione Toscana Vittorio Bugli, il consigliere regionale Leonardo Marras, presidenti e direttori delle associazioni di categoria, l’assessore del comune di Grosseto Giacomo Cerboni, l’imprenditore Luigi Mansi, perfino una rappresentanza della direzione generale della presidenza del consiglio. Ieri sono state inaugurate le attività e annunciata l’apertura del bioristorante. «Il progetto – ha ribadito Caporossi – costituisce un’iniziativa pilota che nasce all’insegna della collaborazione e dell’innovazione sociale. Decisamente innovativo è lo strumento finanziario utilizzato, che la Toscana sta sperimentando per la prima volta con questa esperienza. L’emergenza post Covid ha dimostrato che le risorse pubbliche non bastano per affrontare le problematiche economiche e sociali del Paese. Diventa essenziale perciò iniziare a coinvolgere gli oltre 4. 500 miliardi di risparmio privato, la vera ricchezza dell’Italia».

Monte dei Paschi di Siena ha emesso un certificato di deposito, garantito fino a 100 mila euro, con tasso di interesse annuo al 2 per cento. Ogni sei mesi viene staccata una cedola e una quota degli interessi maturati (lo 0, 5% del 2 % totale) viene devoluto dai risparmiatori al progetto, ricevendo comunque un beneficio fiscale del 30% come detrazione di imposta. I sottoscrittori sono adesso oltre 620 da tutta Italia.

L’assessore regionale alla partecipazione Bugli ha ripetuto più volte che «collaborazione e innovazione sociale sono le due parole chiave del progetto». C’è infatti una gestione che coinvolge cittadini e associazioni. E nuova, come detto, è anche la modalità di finanziamento, visto che gli stessi cittadini, come previsto dalla legge sul Terzo Settore (quell’universo che in Italia muove l’8% del Pil), potranno partecipare sottoscrivendo prodotti di finanza sociale. –

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