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il caso  

Commissione pari opportunità Morucci presenta le dimissioni

Alfredo Faetti
Commissione pari opportunità Morucci presenta le dimissioni

Dopo le polemiche suscitate dal suo rinvio a giudizio per diffamazione dell’Arci,  la presidente fa un passo indietro ma non rilascia commenti sulla decisione presa 

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La diretta interessata per ora non commenta né rilascia dichiarazioni, ma le sue dimissioni sono confermate dal fatto che la comunicazione è arrivata alle varie componenti della commissione provinciale pari opportunità. La presidente Lucia Morucci ha rassegnato le dimissioni dal proprio ruolo, verosimilmente sulla spinta del rinvio a giudizio per il reato di diffamazione versus l’Arci e che ha portato le opposizioni consiliari grossetane a chiedere all’unisono un suo passo indietro.

Si tratta di un epilogo che Morucci avrebbe pensato di evitare, salvo poi ricredersi e presentare le dimissioni. Oggi in agenda era stata convocata una commissione d’urgenza proprio per discutere del processo e delle polemiche politiche che ne sono seguite. Ma l’ormai ex presidente, espressione della Lega nostrana, ha giocato d’anticipo, sebbene nei giorni scorsi sembra abbia provato a resistere alla richiesta di dimissioni con le persone a lei più vicine.

Per arrivare all’origine del caso dobbiamo tornare al novembre 2018, ai giorni in cui a Grosseto viene lanciato il progetto Pop-Ub Lab della Regione Toscana in collaborazione con il Comune, che punta ad agevolare nuove realtà commerciali, artistiche e culturali nel centro storico. Tra queste c’è la “Casa del Quartiere”, progetto nato in seno all’Arci con l’intento di unire libreria e artigianato, che nei giorni dell’inaugurazione ha fatto sventolare all’ingresso una bandiera dell’associazione. Il dettaglio non è piaciuto a tutti: tra questi un grossetano, Giacomo Spinsanti, che ha riversato il suo disappunto sulla sua pagina Facebook parlando di «pezzenti» che «fanno pena». Tra i commenti a questo post, anche quello di Morucci. «Ho visto anch’io, e in effetti quella bandiera è vomitevole – ha scritto l’ormai ex presidente sul social – va a finire che mascherandosi da “nuova attività” come prevede l’oggetto del bando pop-up, diventerà invece un circolino di “beuti e beoti” tipico della loro natura». Per queste parole, sia il titolare del profilo che ha scritto il post sia Morucci sono stati denunciati dall’ex presidente dell’Arci, Cristian Sensi, ed entrambi finiranno sotto processo il 22 settembre per rispondere del reato di diffamazione aggravata. Trapelata la notizia dagli ambienti del tribunale, il caso ha fatto quindi ben presto a diventare politico. L’interessata ha provato a difendersi spiegando, per bocca del suo avvocato Michele Bellandi, che le «considerazioni erano di natura personale del tutto avulse dalla carica di presidente della Commissione Pari Opportunità». Giustificazione che non è piaciuta alle opposizioni, che in una nota hanno parlato di una «persona che non riesce neppure a comprendere cosa significhi ricoprire un incarico istituzionale – l’attacco dei consiglieri – Tanto più grave se si ha la responsabilità di presiedere e rappresentare un’istituzione così importante e delicata come la commissione per le pari opportunità, per la quale occorrono competenze, ma anche tanta sensibilità e rispetto verso l’altro». Anche di fronte a questo attacco, però, Morucci ha pensato di restare in carica senza dar corda agli strascichi polemici, ribadendo la sua posizione. Alla fine il passo indietro è arrivato: lascia la presidenza della commissione dopo quasi tre anni, ruolo che ha ricoperto dalla nascita di questo organo. –

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