Ripulita gratuitamente dalla El.En. la lapide ai partigiani bruciata giorni fa
Il direttore della multinazionale: «Ho sentito la notizia alla radio. Mio nonno era nel Cna Alta Italia»
GROSSETO. Il raggio laser sbriciola, con un leggero sfrigolio, le tracce nere lasciate dal fuoco e restituisce al marmo il suo originario biancore. Non si può cancellare la gravità di un gesto. Ma si possono cancellare le sue tracce, per restituire a sei partigiani, morti per la libertà, il giusto rispetto, e per dare alla comunità un messaggio civile di altissimo valore.
Ed è questo il messaggio con cui ieri la società El.En. di Calenzano – multinazionale leader a livello mondiale nel settore della realizzazione e distribuzione di laser utilizzati in campo industriale, medico, estetico e per il restauro di opere d’arte – ha ripulito a titolo gratuito e di propria iniziativa la lapide di Porta Vecchia che ricorda i sei partigiani morti nel 1944 durante la liberazione di Grosseto dai nazifascisti, dopo l’attentato del 19 luglio, quando un uomo, ancora non identificato, le ha dato fuoco.
Il direttore generale del gruppo El.En., Paolo Salvadeo, è venuto di persona a Grosseto per regalare alla città la pulizia della lapide.
«Stavo guidando – spiega Salvadeo – tornando al lavoro dal mare, alle 6,30 del mattino di lunedì 20 luglio, quando al giornale radio ho appreso la notizia dello scempio compiuto sulla targa in memoria dei partigiani, a Grosseto. Premetto che sono assolutamente apolitico, ma mi fa rabbia ogni volta che atti imbecilli, e compiuti da imbecilli, cerchino di cancellare, simbolicamente, un pezzo della nostra storia».
E c’è una ragione ulteriore. «Mio nonno paterno, Luigi Salvadeo, era nella Commissione Economica del Comitato di Liberazione nazionale alta Italia (Clnai), con Merzagora, Di Fenizio, Ferrari, Boffito e Saraceno. Non ho avuto la fortuna di conoscere il nonno, ma mi è sembrata una bella cosa rendere omaggio anche a lui, offrendomi di ripulire, con i nostri laser, la targa partigiana annerita dal fuoco. Ho allora subito cercato di contattare il sindaco di Grosseto, per mettermi a disposizione».
I laser della El.En. hanno recuperato sino ad oggi 35 siti Unesco nel mondo, oltre a migliaia di altri capolavori, da Firenze al Santo Sepolcro di Gerusalemme, dal Vaticano alle Cariatini di Atene. Tra gli interventi recenti, la rimozione delle scritte a Ponte Vecchio.
Una versione per le superfici esterne, la Infinito, è stata studiata per ottimizzare velocità ed efficacia di pulitura, ed è questa quella utilizzata a Grosseto. L’azienda ha attinto dal proprio bilancio di sostenibilità; l’intervento grossetano ha un valore di qualche migliaio di euro. Solo la macchina ha un valore di circa 80mila euro.
L’intervento è iniziato poco dopo le 10 di ieri mattina, per mano di Valentina Trafeli, operatrice di El.En. per la divisione Light for Art. In circa cinque ore la lapide è stata ripulita e sono state tolte anche le scritte sul muro, lì da anni.
«Purtroppo l’autore di questo gesto non è ancora stato individuato, ma intanto procediamo al ripristino della targa, tramite il settore Lavori pubblici e grazie al supporto della ditta El. En. – dice il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che si è anche cimentato nella pulizia – per cui ringrazio il direttore generale Paolo Salvadeo che si è subito interessato al suo ripristino. Con questo intervento in brevissimo tempo la situazione viene riportata alla normalità, ripristinando la targa e riconsegnandola restaurata alla città. La speranza è che questi episodi di vandalismo non si ripetano mai più».
«La rimozione delle bruciature e del fumo che ha annerito la lapide di Porta Vecchia, offuscandone e deturpandone l’iscrizione, è un gesto opportuno e dovuto all’intera cittadinanza – conclude Giuseppe Corlito dell’Anpi di Grosseto –. La lapide, posta a ricordo delle vite immolate dai difensori del capoluogo maremmano alla causa della libertà nella decisiva giornata del 15 giugno del 1944, rimarrà tuttavia segnata dal gesto, violento e premeditato, perpetrato nottetempo ad opera di ignoti. Così come rimarrà segnato il ricordo dei cittadini e delle istituzione grossetane che a quella iscrizione riconducono la quotidianità della propria vita democratica e antifascista».
Le indagini
Proseguono intanto le indagini per risalire all’autore del gesto, compiuto intorno alle 3,45 di domenica 19 luglio. L’uomo è stato ripreso dalla telecamera di sorveglianza del Comune ma non è stato identificato. Dalle immagini lo si vede avvicinarsi – corporatura robusta, mezz’età, mascherina calata sul viso – spruzzare qualcosa sulle foglie d’alloro della corona che si trovava sotto la lapide, e appiccare il fuoco. Poi si allontana. Altre telecamere lo hanno inquadrato nel percorso di avvicinamento a Porta Vecchia, attraverso le Mura e la Cavallerizza.
Le immagini non sono nitidissime: zoomando sul suo viso, l’immagine si sgrana.
Ma come è possibile che una telecamera di ultimissima generazione, quale è quella installata dal Comune proprio a Porta Vecchia non più tardi di un anno e mezzo fa, al momento di rendersi utile non riesce a inquadrare nitidamente il volto di una persona a 10 metri di distanza? «Non sapevo che l’immagine fosse sgranata», ha detto ieri Vivarelli Colonna. «Non leggo i giornali e non lo sapevo. Bisognerebbe chiedere a un tecnico. Ma non credo che sia sgranata. Vedremo alla fine delle indagini». —
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