Il Tirreno

Grosseto

la denuncia 

Allarme Wwf «Stop al prelievo di ghiaia e sabbie dall’Ombrone»

Alfredo faetti

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«Un quantitativo pari ad una fila di camion di ottanta chilometri». L’immagine evocata dal Wwf forse rende meglio l’idea rispetto al numero freddo, che si attesta a 110mila metri cubi di sedimenti pregiati. È questa la quantità di ghiaia e sabbie che verrà asportata dal letto dell’Ombrone, sottraendola così alla foce e alla costa.

Un’operazione approvata dal Consorzio di Bonifica Toscana Sud che ha affidato il l’intervento per oltre 450mila euro, denunciata con forza dall’associazione ambientalista. «Una grave minaccia per l’Ombrone e le spiagge della Toscana meridionale», dice il Wwf, che vede un controsenso nel portare avanti «costosi ripascimenti delle spiagge» e allo stesso tempo prevedere «un’insensata asportazione di migliaia di metri cubi di ghiaie e sabbie» da uno dei punti più colpiti dall’erosione. Gli studi portati dal Wwf a supporto della sua denuncia sono diversi. C’è l’allarme lanciato pochi giorni fa da Legambiente ma anche il monitoraggio aggiornato della Regione Toscana, che conferma come Bocca d’Ombrone abbia fatto registrare un arretramento di 108 metri negli ultimi quattordici anni. Un fenomeno naturale che a Maremma soffre particolarmente, com’è noto. Il monitoraggio in mano alla Regione, in questo senso, rimarca «lo stretto legame tra i forti fenomeni erosivi del litorale in corrispondenza delle foci dei principali corsi d’acqua e il diminuito apporto di sedimenti da parte di quest’ultimi», spiega il Wwf. E qui arriviamo alla questione dell’intervento previsto sull’Ombrone. «A fronte di questi sforzi per conservare le nostre spiagge – dice il Wwf – restiamo sconcertati nell’apprendere che il Consorzio di Bonifica Toscana Sud, con il beneplacito della Regione, ha aggiudicato lavori per oltre 450mila euro che prevedono l’asportazione di 110mila metri cubi di sedimenti pregiati dal fiume Ombrone in zona del ponte sulla strada del Cipressino, compresa tra Cinigiano, Civitella Paganico e Montalcino».

Un intervento massiccio per le naturali dinamiche del fiume, che sarà dunque privato di «una quantità enorme di materiale d’alveo, superiore ai ripascimenti degli ultimi quattro anni in tutta la costa grossetana – continua l’associazione – Materiale che tra l’altro verrà ceduto alla ditta esecutrice, attribuendoli un valore di 5 euro al metro cubo (a fronte di un valore di mercato di 25-30 euro)». Nella sua denuncia, il Wwf fa presente che il Consorzio di Bonifica aveva chiesto un parere sull’intervento all’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale che nella sua relazione ritiene «non condivisibile una strategia di massiccia asportazione di sedimenti in un ampio tratto fluviale che potrebbe rappresentare squilibri significativi e indurre erosioni a carico di infrastrutture presenti e tratti limitrofi».

«Fa specie come tali osservazioni siano state praticamente ignorate e il progetto sia stato ugualmente approvato ed appaltato», conclude il Wwf, puntando il dito anche contro la Regione, che, a suo dire, da una parte spende per i ripascimenti e dall’altra approva interventi come questo. — Alfredo faetti

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