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Grosseto

Principe del vino e asso dello sport: Castiglione piange Marco Lenzi

Enrico Giovannelli
Principe del vino e asso dello sport: Castiglione piange Marco Lenzi

Folla ai funerali dell'imprenditore morto 56 anni per una malattia: sua la storica Enoteca Castiglionese

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Castiglione della Pescaia ha perso un altro dei suoi figli più amati: domenica si è spento nella sua casa Marco Lenzi, 56 anni, ucciso da una malattia. Marco e la sua famiglia, il padre Luciano e la mamma Stella Cucinotta, a Castiglione ma anche in tutta la provincia e oltre sono conosciutissimi: il loro negozio, l’Enoteca Castiglionese fin dal 1950 quando l’aprì il nonno, è un punto di riferimento imprescindibile, soprattutto per i turisti stranieri, per chi vuole un vino particolare e conoscere la storia vitivinicola, non solo quella della Regione Toscana. E Marco Lenzi ha seguito le orme del padre diventando in poco tempo uno dei più esperti intenditori del settore, quasi maniacale nell’apprendere e documentarsi: con il suo carattere disponibile e il sorriso che non lo abbandonava mai era impossibile non entrare in sintonia con lui, e le relazioni che ha allacciato con il tempo hanno spaziato in tutto il mondo.

Nel 2007 l’Enoteca Castiglionese è stata insignita del prestigioso Leccio d’oro, il premio istituito nel 1994 dal Consorzio del vino Brunello di Montalcino e assegnato durante la manifestazione Benvenuto Brunello alle figure più significative dell’anno nel campo del vino e dell’enologia. Al tempo di Vino nel Borgo, evento organizzato dalla Pro Loco nelle stradine della città vecchia per esempio, la sua competenza fece decollare la manifestazione, grazie alle sue amicizie e ai rapporti personali. Le passioni di Marco sono state anche il calcio e il ciclismo, oltre alla musica di cui era un vero intenditore. Fin da bambino ha giocato a calcio, nelle fila della Castiglionese, insieme ai talenti forgiati con i colori rossoblù addosso: già s’intravedeva che, grazie al suo fisico che si ritrovava, una vera forza della natura e un piede sinistro al fulmicotone, la carriera di Marco poteva aspirare a categorie importanti. E il passaggio al Grosseto a metà degli anni ottanta, nel campionato Interregionale con allenatore Enzo Galli, ne fu una logica conseguenza. In una calda serata d’estate del 1984, Marco non si fece scappare l’occasione per regalarsi una foto con Diego Armando Maradona nell’amichevole storica giocata allo Zecchini, ricordata per il famoso tunnel del portiere Gino Ferioli al pibe de oro. Poi il ritorno alla Castiglionese, dove Lenzi è stato sempre una colonna portante della squadra insieme agli amici di una vita. L’altra passione è stata poi la bicicletta grazie al Team Saletti: anche qui Marco ha sempre regalato spettacolo, soprattutto nell’evento de La Maremmana, la ciclostorica che lui interpretava con i vestiti dell’epoca, inconfondibile con il suo stile e il fazzoletto intorno al collo, un altro vezzo inconfondibile di un uomo che faceva dell’eleganza un punto di forza. Specialmente sui social la notizia della scomparsa dell’imprenditore castiglionese è rimbalzata subito fra ricordi e commozione. «Desidero esprimere la più profonda vicinanza, mia personale e a nome della delegazione Ais di Grosseto, al padre Luciano e alla madre Stella, cui vanno le nostre più sentite condoglianze», è il ricordo di Antonio Stelli delegato Ais di Grosseto.

Troppo piccola la chiesa di San Giovanni Battista nel borgo medioevale per contenere le persone che sfidando il caldo torrido hanno voluto onorare una persona stimata, benvoluta e che in vita è stato davvero un personaggio a 360 gradi. Marco ha fatto di tutto: è stato un calciatore eccellente nella sua Castiglionese ma anche con il Grosseto, e ieri decine di compagni di squadra con le lacrime agli occhi non si davano pace per la sua dipartita; ma anche un abile ciclista e un innamorato della musica di tutti i generi, un vero estimatore. E poi Marco ha subito la passione tramandata dal nonno e dal babbo per il vino, lui diventato un vero esperto di quello che ruota intorno ad un mondo affascinate come quello vitivinicolo, non solo regionale. A celebrare la messa è arrivato da Gavorrano don Giuseppe Benedetti, che con Marco Lenzi coltivava un’amicizia particolare che andava avanti da più di vent’anni. Commovente fino alle lacrime proprio il ricordo di don Giuseppe, che ha sottolineato in molti passaggi il carattere di Marco, ragazzo solare e innamorato della vita, pronto al confronto e dalla battuta sagace: soprattutto voglioso d’imparare sempre. «Non ci sono parole per descrivere la tua perdita – ha detto don Giuseppe – ma tu rimarrai sempre nei nostri cuori e pensando a te non saremo mai soli».

 

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