“La Maremma non si lega” Sardine, prima tappa toscana
Flash mob, apertivo, un pezzo di pizza e poi la lettera aperta a livello locale Santori: «Diamo ascolto ai territori, i giovani devono sentirsi parte attiva»
grosseto
La voglia di replicare quanto visto in Emilia Romagna, l’appello alle forze di centrosinistra perché tornino a pensare alle piazze e non ai “potentati locali”. La prima tappa in Toscana delle Sardine è partita proprio da Grosseto, dove ha preso forma quello che ormai è il motto che le accompagna: “la Maremma non si lega”. Un messaggio scandito lettera per lettera dai simpatizzanti del movimento civico, arrivati nel capoluogo maremmano in seno all’iniziativa “-Selfie+Politica – 2000km da casa Matteotti a casa Pertini”, il frenetico giro d’Italia che in sei giorni porterà i fondatori a toccare molte delle realtà in cui a settembre si voterà per amministrazioni regionali e comunali.
«Poniamo l’orecchio ai territori e ascoltiamo storie ed esperienze», dice il fondatore Mattia Santori, spiegando che a suo parere la gente sta riscoprendo il senso della parola politica. «La politica sono i centri Arci, il volontariato e realtà simili che permettono ai ragazzi di sentirsi parte attiva», dice il fondatore. Santori arriva a Grosseto con Faber sulla maglietta e i Pink Floyd sui calzini. Il logo del prisma che fa da copertina a Dark Side of the Moon spicca sulle sue caviglie, mentre la t-shirt del tour riporta una citazione di Faber: “continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai? ”. L’incontro con i simpatizzanti viene scandito in un flash mob, un aperitivo e un po’ di pizza, per poi concludersi con una lettera aperta condivisa delle Sardine di Grosseto. «In Toscana ed in Maremma il movimento delle Sardine, in questi sei mesi, ha costruito un percorso di partecipazione condiviso ed inclusivo – si legge nel testo – La vittoria alle regionali in Emilia-Romagna e l’argine ad una destra sempre più sovranista hanno dimostrato cosa sono le Sardine. Il manifesto sviluppato dalle 6000 sardine ci spinge verso quella che è la nostra vocazione: influenzare il mondo della politica su temi etici e valoriali».
L’appello – e la critica – quindi non è tanto al popolo del centrosinistra, quanto ai partiti che lo compongono e ai loro vertici. «Il caso emblematico è quello del Veneto – dice Santori – Lì è stata costituita una coalizione di stampo civico in cui sono confluite tutte le forze del centrosinistra. Perché? Perché sono sicure di perdere. Dove invece ci sono margini di vittoria, ecco che iniziano le lotte per i potentati locali». In Toscana, oltre alla coalizione che sostiene Eugenio Giani ci sono altri due candidati espressione di quello che fu il Pci. «In assenza di una posizione unitaria – si legge nella lettera aperta grossetana – non prenderemo posizione a favore di questa lista o quel candidato in vista delle regionali toscane ma ci sentiamo di fare un appello: l’invito è a tutti gli attori del campo del centro-sinistra per una campagna elettorale fatta di programmi e di aperture alla società civile, per attivare le migliori energie di questa Regione e delle sue comunità. Nessuna esclusa». —
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