Italia
Il fratino sta nidificando Attenzione in spiaggia
La questione dei gessi rossi e dell’ipotesi di stoccarli nelle ex cave di Pietratonda, nel comune di Campagnatico, approda sui banchi del consiglio regionale.
Mercoledì il consigliere e capogruppo del Pd Leonardo Marras ha depositato un’interrogazione indirizzata al presidente Enrico Rossi, con cui chiede che vengano fatti approfondimenti sul procedimento in corso e ulteriori valutazioni sull’idoneità del sito, coinvolgendo anche i cittadini affinché siano informati sul progetto, valutando «l’eventualità che il progetto possa non essere realizzato per la documentata entità dei rischi che comporta», e chiedendo di «recuperare la documentazione storica per stabilire le caratteristiche idrogeologiche del sito e la presenza di falde acquifere affioranti», si legge nel documento.
La storia è nota: esiste un progetto della società Accornero di Asti, proprietaria delle ex cave di Pietratonda, per lo stoccaggio dei gessi rossi prodotti da Tioxide, oggi Venator. Ipotesi che ha suscitato la levata di scudi dei sindaci di Campagnatico e Civitella Paganico, del Forum Ambientalista e del comitato Val di Farma, nonché la preoccupazione del Comune di Grosseto, per il rischio di inquinamento della falda acquifera della piana. «I gessi rossi – commenta Marras – sono rifiuti prodotti in grande quantità e serve un impegno politico serio per individuare la soluzione migliore per la tutela ambientale e della salute, ma anche occupazionale perché la Venator coinvolge oltre mille persone tra dipendenti e indotto. E siamo sulla buona strada: con il protocollo regionale sull’economia circolare, approvato a giugno, si regola la filiera delle imprese, la parte di scarto può essere recuperata attraverso altri processi produttivi. Questo, nel caso dei gessi rossi, significa che la Regione riconosce l’importanza del materiale ricollocabile in un processo produttivo e la Venator si impegna a costruire un nuovo impianto nella sede del Casone, per essiccare i gessi rossi e venderli ai cementifici in Europa». —
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