Il presidio
«Troppa gente in giro, noi gestori dei locali possiamo fare poco»
porto ercole
«I problemi sono gli stessi da anni, solo che quest’anno c’è più gente». Quella dell’Argentario potrebbe essere la meta turistica simbolo del periodo Covid. Gestire l’ordine pubblico è diventato di fondamentale importanza, visti i fatti di cronaca registrati dall’inizio della stagione.
Tra questi quello del bar Roma di Porto Ercole gestito da Claudio Fanteria, chiuso alcuni giorni fa per assembramenti. In questo caso le norme anti-coronavirus e l’ordine pubblico vanno a braccetto perché, se da un lato è presente più turismo all’Argentario, da una parte diventa difficile controllare e gestire la situazione sia da parte dei locali che delle forze di polizia. Il divieto sulla vendita di alcolici, comunque, tocca solo in parte i bar e i ristoranti di Porto Ercole, che non potranno effettuare il servizio di asporto e a domicilio ma potranno comunque somministrarlo nel loro locale. Cosa che, a livello economico, non dovrebbe dare grossi grattacapi alla maggior parte delle attività, se non quelle legate alla vendita al dettaglio di bottiglie di vino, birra e altri prodotti alcolici dopo le 21. «Bisogna dare una svolta a questo problema dell’ordine pubblico e dei controlli sugli assembramenti – dice Fanteria - Noi gestori possiamo fare poco, ci vogliono le forze dell’ordine a vigilare anche perché molti di questi ragazzi sono pericolosi. Ho già riferito al sindaco e agli organi di polizia che il problema non è il coronavirus, ma è il fatto che c’è molta più gente in giro, tra cui tanti facinorosi che, se un bar è chiuso, vanno comunque negli altri locali».
Quale può essere quindi la soluzione? «Secondo me tenere le mascherine obbligatorie dalle 23 in poi – dice Fanteria - Per noi gestori è difficile tenere sotto controllo queste cose, l’unica soluzione è far tenere le mascherine di notte anche all’aperto. Per la vendita di alcolici c’è già un regolamento che rispettiamo, mentre per l’ordine pubblico ci vogliono i controlli. Con le norme anti-Covid si cerca di arginare il problema, noi siamo con le forze dell’ordine. Ma deve essere una mano, non una crociata per fermare il Covid, altrimenti si chiude tutti». — a.c.
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