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Clima di indifferenza e violenza Si mediti sulle ragioni del declino
Luciana Rocchi invita a rifarsi alla Costituzione antifascista per ritrovare «la strada maestra» in un momento generale di deriva
L’intervento
Luciana Rocchi*
Cronaca di due fatti.
19 luglio 2020: durante a notte qualcuno appicca il fuoco alla corona deposta lo scorso 15 giugno alla lapide che ricorda la Liberazione di Grosseto dal nazifascismo. Le istituzioni civili, militari e religiose erano presenti alla deposizione della corona ora incenerita.
21 febbraio 2020: arriva all’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea la comunicazione di un esposto anonimo, consegnato in Procura, per denunciare la supposta inagibilità della sede. Chi lo ha fatto ne conosceva il tallone d’Achille: per una biblioteca e un archivio che occupano oltre 600 metri lineari non è facile trovare spazio. Da allora l’Isgrec attraversa una crisi pericolosa.
I due atti hanno molto in comune: un modo vigliacco di colpire; destinatari che condividono il riferimento alla Resistenza, dunque ai più alti valori civili, alla Costituzione, indiscutibilmente antifascista.
Ma ad allarmare non è l’equazione con lo squadrismo del primo dopoguerra in Italia o con la crisi della Repubblica di Weimar, incubazioni di fascismo e nazismo, pur se innegabili similitudini esistono. Più complessa l’identità dei “nemici” dell’Isgrec, consapevoli e ben informati; a dare fuoco alla lapide possono anche essere stati fascistelli o balordi, comunque menti confuse. Ci sono responsabilità soggettive dunque, ma conta di più il contesto: ignoranza e indifferenza verso violenze e iniquità, sdoganamento di violenza verbale: un clima. Non sono questioni locali, è di un paese intero, se non di una fase storica generale il problema. Ma è di ciascuno il compito di guardarsi dentro e intorno, qui e ora. Il tema non è proteggere i simboli portandoli nelle sedi istituzionali, mettere ovunque telecamere: sorvegliare e punire. Il tema è: quale risposta dà la comunità? Accetta quest’immagine di sé senza meditare sulle ragioni profonde di un declino di civiltà reso visibile da questi episodi? La comunità ha più facce: i cittadini e le istituzioni; diversi i ruoli, identico il dovere di fermarlo, questo declino. Sono momenti in cui è la fedeltà alla Costituzione la strada maestra, per i cittadini e per le istituzioni. Non sembri appello retorico: senza questo saremmo perduti. –
*Storica
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