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«Alla stazione turisti lasciati a se stessi»

ivana agostini
«Alla stazione turisti lasciati a se stessi»

Biglietteria chiusa, nessuna informazione, mancanza di un luogo riparato dove poter aspettare il pullman

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orbetello

«Dove possiamo comprare il biglietto per l’autobus? Come arriviamo all’isola del Giglio?».

Sono alcune delle domande più frequenti che alcuni turisti provenienti dal nord Italia, alcuni giorni fa, si sono posti all’arrivo alla stazione di Orbetello – Monte Argentario. Allo sgomento dei turisti ha assistito un pendolare orbetellano, Lorenzo Piermattei. «Mi sono vergognato – confessa – perché questi turisti erano completamente lasciati a se stessi. È vero – dice – che viviamo in un posto splendido, in un territorio magico che offre un ristoro all’anima come poche cose al mondo. Arrivarci, però, ogni anno diventa sempre più difficoltoso. Inutile promuovere il territorio se poi lasciamo che l’arrivo dei turisti sia fatto solo con mezzi propri, semplicemente perché i trasporti sono vecchi e insufficienti».

Piermattei che per lavoro ogni giorno prende il treno per arrivare a Grosseto parla della stazione di Orbetello come di «un biglietto da visita desolante: l’unica attività presente all’interno della stazione di Orbetello, è il BarBanera, che per quanto può, prova a sopperire alle mancanze delle società di trasporti, Tiemme Spa e Trenitalia Toscana. Al bar si possono comprare i biglietti del treno e del bus ma non basta. Nessuna biglietteria automatica per i biglietti del bus. Nessuna informazione per come spostarsi dalla stazione verso altre destinazioni». Desolazione, disagi, un quadro distante anni luci dagli standard di accoglienza.

Sono tanti, per l’orbetellano, i motivi di lagnanza: dalla soppressione di un treno che a metà mattinata possa portare almeno fino a Grosseto, alle mancate coincidenze fra pullman e treni, la mancanza di una pensilina dove le persone possano aspettare l’autobus senza dover andare a cercare l’ombra sotto la tenda del bar.

E se Orbetello piange, anche le stazioni di Albinia e Talamone, che in estate potrebbero accogliere i turisti che vanno al mare, non ridono. «Penso che il miglior modo per presentare il territorio ai villeggianti sia la prima accoglienza – aggiunge – e la nostra stazione non ha nulla, è una desolazione. Vedere le persone scendere dal treno ed entrare nell’atrio della stazione, ritrovarsi in un luogo senza uno straccio d’indicazione, senza nessun punto di informazione e senza un luogo dove poter aspettare gli autobus riparati da sole e pioggia è veramente ridicolo. Basterebbe un po’ di buona volontà da parte delle amministrazioni per risolvere al meglio la situazione».

«Qua non si parla di demolire e ricostruire il piazzale o tutto l’edificio, ma semplicemente – continua Piermattei – di sfruttare al meglio certe situazioni, magari con un ufficio informazioni creando così anche posti di lavoro che si potrebbero ripagare con l’affitto di mezzi di trasporto elettrici, e, cosa molto importante, bisognerebbe fare in modo che Tiemme potenziasse i trasporti, perché non è possibile che l’ultimo autobus in partenza per Porto Santo Stefano sia alle 20.10 quando il treno arriva una manciata di minuti prima e chi scende dai treni che arriveranno dopo o ha un passaggio o resta alla stazione». —

ivana agostini



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