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Assalto dei camperisti alle Macinaie: «Servono regole»

Fiora Bonelli
Assalto dei camperisti alle Macinaie: «Servono regole»

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L’apice dell’Amiata è in grande spolvero per questa estate particolarissima e per la quale si era temuto il peggio durante il lockdown. Il caldo di luglio è stato invece il toccasana per la parte alta del cono vulcanico: week end con tanta gente, famiglie, camperisti, ciclisti, motociclisti che hanno letteralmente preso d’assalto la montagna dove ormai da tempo non si registra nessun caso di coronavirus, dove il fresco è assicurato e dove c’è una certa vivacità di offerte sportive, rivolte a differenti target di turisti; per esempio, il parco avventura in cui vi sono percorsi per bambini e adulti, il trekking, la mountain bike, l’orienteering, la seggiovia, il downhill, il nordic walking e infine il cavallo, una delle attività sportive più apprezzate dai visitatori.

«C’è una grande varietà di offerte – spiega Enrico Bracciali proprietario dell’Hotel Le Macinaie – che sono vere attrazioni per i turisti che, per adesso, arrivano in Amiata in specie per il fine settimana. Fortunatamente, pur con tutte le regole dovute all’emergenza Covid 19, lavoriamo bene e speriamo di veder allungare i soggiorni oltre il sabato e la domenica». Quel che colpisce, soprattutto nella zona dei prati delle Macinaie e della Contessa, ma anche alla Marsiliana, è il gran numero di camper parcheggiati lungo la strada e di tende alzate dentro il bosco. «Ieri l’altro – racconta Bracciali – ne ho contati 85 dalla Contessa alla Fonte di Perdicapra. E altrettanti alla Marsiliana. La sosta e il soggiorno dei camperisti dovrebbero però essere regolamentate con rigore; secondo le norme, del resto, i camperisti possono parcheggiare ma non “campeggiare”, cioè comportarsi come se si trovassero in una piazzola ad hoc». Si tratta di una questione da anni nota anche alle istituzioni locali, tanto che è già pronto e cantierabile un progetto presentato dal Consorzio forestale del Monte Amiata per costruire 38 piazzole per la sosta di camper a Pratolungo. «Bisogna fare in modo che – insiste Bracciali – anche i proprietari di camper rispettino le regole, perché la disposizione dei mezzi lungo la strada non giova all’immagine della montagna».

Insomma Amiata appetibile, sebbene con le solite problematiche finora non risolte: «Potremmo – aggiunge il titolare dell’Albergo le Macinaie – come imprenditori della parte alta della montagna, fare anche molto di più, ma in questa Italia stretta da una burocrazia feroce, c’è poco spazio per chi vorrebbe mettere nuova linfa e costruire nuove iniziative. Siamo ingessati. Ci sono troppi lacci e lacciuoli: occorrono permessi di ogni tipi, autorizzazioni, Suap, Asl, Ispettorato del lavoro, e chi più ne ha più ne metta. Insomma, un delirio che esiste solo in Italia. Ho fatto di recente un viaggio negli States. Non so se è stato un caso, ma mi sono trovato davanti una realtà semplificata dal punto di vista burocratico. E per noi, invece, c’è la grande matassa di impicci che spesso durano anni e che poi fanno abbandonare gli intenti per sfinimento». –

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