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Vermentini da Grand Prix, top ten di eccellenze da gustare

Lina Senserini
Vermentini da Grand Prix, top ten di eccellenze da gustare

I risultati della competizione indetta dal Consorzio tutela Maremma Toscana Proposti prodotti di varie metodologie e con provenienze diversificate

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Il primo evento sul territorio dopo mesi di lockdown. Sarà ricordata così l’edizione zero del Vermentino Grand Prix, il contest che ha riunito una giuria d’eccezione per decretare la top ten dei Vermentini Maremma Toscana Doc.

Il 4 luglio al resort L’Andana a Castiglione della Pescaia, si è svolta la competizione organizzata dal Consorzio tutela vini della Maremma Toscana e fortemente voluta dal presidente Francesco Mazzei, che fin dall’inizio del suo mandato – agosto 2018 – ha creduto nelle potenzialità di questo vitigno. Sessantaquattro Vermentini di diverse aziende della denominazione sono stati giudicati da un gruppo di esperti composto da giornalisti, professionisti dei cinque ristoranti stellati della Maremma e della storica Enoteca castiglionese: un team di eccellenze che ha creduto nel progetto con l’obiettivo di dare un chiaro segnale di ripartenza.

«Personalmente credo molto nel Vermentino, vitigno straordinario che, se prodotto e vinificato con le best practices, è anche adatto ad un lungo invecchiamento e non ha nulla da invidiare ai rossi», dice Francesco Mazzei. «Il Vermentino si adatta perfettamente al territorio variegato della Maremma e ad oggi siamo i primi in Italia, per quanto riguarda la produzione».

Con i suoi 809 ettari di vigneto, infatti, si attesta come la prima varietà a bacca bianca della provincia di Grosseto e rappresenta oltre il 50 per cento del Vermentino prodotto in Toscana. Nel 2019 le bottiglie sono state 1.607.000 attestandosi come la seconda tipologia più imbottigliata della Maremma dopo il rosso. La volontà è quindi quella di “cavalcare” questa tendenza che sta diventando uno dei motori trainanti della Doc. I vini proposti hanno presentato una grande varietà, in base alla zona di provenienza e ai metodi di vinificazione, partendo dalla fascia costiera fino alle Colline metallifere e all’Amiata. Tutti Maremma Toscana Doc Vermentino, senza un indirizzo di annata, anche se prevale il 2019, tranne per alcune aziende che escono con Vermentini più maturi ed elaborati.

«Nell’occasione, abbiamo anche voluto mettere assieme le eccellenze vinicole e gastronomiche – aggiunge Mazzei – non a caso fanno parte della giuria tutti gli stellati della zona che, come ristoratori, sono i primi ambasciatori del territorio e dei suoi vini. Grande entusiasmo da parte di tutti gli attori in gioco, abituati da sempre a investire sulla qualità, sulla ricerca e sull’originalità anche in tempi di crisi. Questa è solo la prima tappa di un percorso comune che ci porterà a raccogliere buoni frutti. Un onore essere ospitati e deliziati dalle proposte dello chef più stellato d’Italia, Enrico Bartolini, che è un vero simbolo dell’eccellenza nazionale e che crede fortemente nella nostra Maremma».

Ecco la top ten del Vermentino Grand Prix: Agricola Del Nudo con il Nudo Bio 2019, Belguardo con Codice V 2018, Fattoria Mantellassi e il suo Scalandrino 2019, La Biagiola con Matan 2015, Monterò con Monterò Bio 2017, Mustiaio con Leardo2018, Rocca di Frassinello con il Rocca di Frassinello 2019, Terenzi con Balbino 2019 e Balbinus 2018, Val delle rose, con Cobalto 2018.

La giuria era composta dai giornalisti esperti di settore Andrea Cuomo, Aldo Fiordelli e Valentina Vercelli. Con loro, c’erano Roberto Rossi (ristorante Da Silene), Luca Bracali (ristorante Bracali), Michele Forasiepi (F&B manager ristorante Il Pellicano), Davide Macaluso (F&B manager La Trattoria Enrico Bartolini), Maurizio Menichetti (ristorante Da Caino) e Luciano Lenzi (Enoteca castiglionese). —



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