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Pretendeva denaro dall’anziana madre Condannato a 10 mesi

P.S.
Pretendeva denaro dall’anziana madre Condannato a 10 mesi

Ripetuti maltrattamenti, con minacce anche di morte Il fratello aveva installato in casa una telecamera 

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Monte amiata

Condannato a 10 mesi e 20 giorni di reclusione un uomo accusato di aver ripetutamente maltrattato l’anziana madre, anche minacciandola di morte, chiedendole continuamente denaro. Una situazione che andava avanti da tempo ma per la quale la donna, oggi 83enne, non aveva mai sporto denuncia. Fino all’ultimo episodio, dicembre 2018, che ha dato origine al fascicolo finito davanti al giudice Marco Mezzaluna. Un racconto che aveva trovato conferma nelle immagini della telecamera che l’altro figlio aveva installato in casa della donna.

L’uomo, oggi 57 anni, non abita nella nostra provincia. Ma spesso si recava a far visita alla madre sul Monte Amiata. Aveva manifestato da tempo problemi di natura psicologica, che si manifestavano, secondo quanto accertato dal giudice, anche in occasione delle visite. Visite che non erano però di affetto o cortesia. Perché stando all’imputazione in quei soggiorni le richieste di denaro, le offese pesanti e i maltrattamenti sarebbero stati all’ordine del giorno. In un episodio, in particolare, l’uomo avrebbe chiesto 300 euro, in aggiunta a una somma già ricevuta: la donna si sarebbe rifiutata, il figlio avrebbe reagito in modo violento, fino a stringerle il collo con una mano e a tapparle la bocca con l’altra. Una scena che sarebbe durata qualche secondo, poi l’uomo aveva mollato la presa. All’anziana donna erano rimasti dei lividi sul braccio. Gli episodi di maltrattamento erano iniziati nel 2017, quando il marito era morto; da quel momento il figlio sarebbe diventato molto più aggressivo, in occasione delle richieste pressanti di denaro. Mai la donna si era rivolta ai carabinieri, mai aveva pensato di denunciare il figlio, fino all’episodio che risale ai primi giorni del dicembre 2018: a quel punto, esasperata, aveva deciso di sporgere querela, raccontando ciò che era avvenuto a partire dall’agosto precedente. Racconto confermato da testimoni, dai referti medici e dalle riprese video.

La tesi dell’incapacità di intendere e di volere sostenuta dalla difesa è stata ritenuta non provata dal giudice. Il pm Arianna Ciavattini aveva sollecitato 1 anno e 8 mesi, da ridurre per la scelta dell’abbreviato a 1 anno e 1 mese. — P.S.

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