Il Tirreno

Grosseto

LA GUERRA DELLE SAGRE 

«A Magliano nessun accordo Il sindaco non ci ha ascoltato»

alfredo faetti
«A Magliano nessun accordo Il sindaco non ci ha ascoltato»

I ristoratori ricostruiscono gli incontri avuti con Cinelli e le proposte portate all’amministrazione

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magliano in toscana

I ristoratori sono d’accordo? No, ribadiscono i diretti interessati, che spiegano di non aver firmato (né visto) alcun verbale dell’assemblea. In realtà sarebbero state messe sul tavolo anche delle proposte alternative, bocciate sistematicamente. Le due versioni su quel che è accaduto nella riunione del 30 giugno sono ben diverse.

Da una parte c’è il sindaco Diego Cinelli, che sostiene che i ristoratori non avrebbero avuto nulla da ridire circa il calendario delle sagre a Magliano in Toscana, che poi era l’oggetto della riunione. Dall’altra parte ci sono i ristoratori stessi, riuniti nel gruppo Corona, che spiegano come in realtà da ridire sull’argomento ci sia stato eccome. «Già dalla lettera di risposta alla nostra richiesta per uno scambio di idee sulle sagre – spiegano i ristoratori – si capisce la decisione unica di farle svolgere». Nel testo, infatti, si legge dell’invito a partecipare alla riunione «al fine di redigere una programmazione delle attività». La riunione si è comunque tenuta, in sala consiliare.

«Io ho partecipato alla riunione organizzata con Confesercenti e Ascom – racconta Walter Barracco Tarlati – e lì abbiamo proposto al sindaco di organizzare le sagre in contemporanea in dieci giorni. Poi, nell’incontro successivo, organizzato con il gruppo Corona, Cinelli ha ribadito la sua linea senza ascoltare la nostra proposta».

Il punto è questo: in controtendenza con il resto della Maremma, Cinelli è pronto a concedere dieci giorni a ciascuna delle tre sagre tipiche di Magliano legate alle società sportive (Maglianese, Montiano e Sant’Andrea), coprendo così tutto il mese di agosto. I ristoratori, dal canto loro, hanno chiesto di spostare gli eventi a inizio autunno (come fatto in altre zone), oppure di sovrapporre in contemporanea le sagre.

Ma le proposte sono state bocciate durante l’assemblea, in un clima che gli esercenti raccontano come molto teso. «Tutto per tenere alta la tensione tra tutti i partecipanti – dice Claudio Lorini – Il sindaco ha dichiarato di essere lui il capo e che le decisioni le avrebbe prese senza perdere tempo nella riunione – prosegue Lorini – Poi, uscendo dalla sala, ha subito diramato il comunicato stampa in cui diceva che i ristoratori erano d’accordo, che non abbiamo proferito parola, quando a noi non è mai pervenuto il verbale e non si capisce cosa ci sia stato scritto».

Gli esercenti, tengono a sottolineare, non hanno nulla contro le sagre. Luana Biagiotti, titolare insieme al marito del ristorante Da Guido, spiega che nei 41 anni di attività hanno sempre sostenuto economicamente la polisportiva Maglianese. «Noi non siamo contro le società sportive o contro le sagre – dice Biagiotti – In questo periodo siamo contro i troppi giorni concessi».

«Noi chiediamo soltanto un ridimensionamento – fa eco Simona Rossi – Per quest’anno avevamo chiesto una sovrapposizione, ma non siamo stati presi in considerazione. Così adesso abbiamo richiesto un passaggio anche in consiglio comunale».

Questa è l’estate del Covid, dopotutto. E la speranza dei ristoratori era quella anche di riuscire a riprendersi dal lockdown durante i mesi estivi. «A ottobre molta gente è già andata via», spiega Chiara Pagliai, raccontando che la ripresa è iniziata ma è lenta, che l’allargamento sul suolo pubblico è utile ma i posti da riservare ai clienti sono comunque pochi. Poi ci sono anche quelle «correnti di pensiero», come le chiama Pagliai, che prevedono il rischio di un ritorno di fiamma del virus in autunno. «Un’altra chiusura significherebbe la morte per le attività», chiosa la ristoratrice. —

alfredo faetti

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