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Manifestazioni d’interesse per le Terme di Petriolo prorogate di due settimane
La società proprietaria vuole vendere lo stabilimento nella valle del Farma Ad oggi si è fatto avanti un solo aspirante acquirente
civitella paganico
È stato prorogato di altri quindici giorni l’avviso di ricerca di manifestazione di interesse per l’acquisto dello stabilimento termale Terme di Petriolo, al confine tra le province di Grosseto e Siena, di proprietà della società pubblico-privata Terme Antica Querciolaia. Al momento sarebbe arrivata una sola manifestazione di interesse.
La ricerca di un aspirante acquirente è il passo preliminare a un bando di vendita con cui la società vorrebbe cedere il ramo d’azienda rappresentato dallo stabilimento.
Nei giorni scorsi l’associazione Amici del Petriolo aveva pubblicamente criticato l’operazione. Gli Amici temono che il futuro acquirente voglia smantellare lo stabilimento e chiedono precise garanzie per la continuità dell’attività termale. Criticavano inoltre la breve durata della pubblicazione dell’avviso. Aveva perciò chiesto alla società di ritirare la manifestazione di interesse.
E invece... «È stato deciso di prorogare i termini fino a metà luglio – spiega il direttore generale Alessandro Fabbrini –. Poi ci sarà il bando. Vedremo come va; ce ne sono stati almeno due, in precedenza, ma sono andati entrambi deserti».
Ma perché vendere uno stabilimento in un posto mozzafiato e con un’acqua termale di ottima qualità? «È un posto affascinante e l’acqua è ottima, ma l’equazione “bel posto” e “funzionamento di un’impresa” non è automatica», spiega Fabbrini.
Non ha facilitato le cose la natura pubblico-privata della società proprietaria, di cui la Provincia di Siena e il Comune di Asciano – due dei ben 39 proprietari, tra Comuni, banche e singoli soggetti – detengono la maggioranza delle quote.
L’edificio è molto datato, in parte non è mai stato completato, e due piani necessita di ristrutturazione.
E anche il Covid ci ha messo del suo. «In estate lo stabilimento è sempre stato chiuso perché l’acqua è troppo calda – spiega Fabbrini – e anche adesso è chiuso. Ma quest’anno c’è stato anche il problema del rispetto del distanziamento: la struttura è piccola e non c’è abbastanza spazio per garantire il rispetto delle regole per evitare il contagio da Covid-19». —
francesca ferri
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