La nave anti inquinamento lascerà Porto Santo Stefano
Insorgono il capogruppo del Pd in Regione Leonardo Marras e il sindaco Borghini Il ministero dell’Interno ha tolto il presidio dopo 32 anni di presenza
porto santo stefano
Monte Argentario Stefano perde il suo presidio antinquinamento. Il consorzio Castalia, che da ormai oltre venti anni si occupa della salvaguardia ambientale delle coste italiane, svolge attualmente un servizio per conto del Ministero dell’Ambiente mediante oltre 40 navi dislocate lungo tutte le coste del territorio nazionale. Labromare, socio del Consorzio Castalia, attraverso navi idonee allo svolgimento del servizio antinquinamento, presidia attualmente quattro postazioni: due in Sardegna, ad Arbatax e Porto Torres, e due nell’arcipelago toscano, a Porto Santo Stefano e Piombino. Questo servizio – con reperibilità 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno – viene svolto in aree industriali, aree portuali, strade pubbliche ed è rivolto alla prevenzione dei disastri ambientali, garantendo tempestivi interventi in casi di incidenti in mare come ad esempio il ribaltamento di cisterne e sversamenti accidentali di sostanze pericolose.
A Porto Santo Stefano il presidio è svolto dall’unità navale Jerzy, costruita nel 1988. Il Ministero dell’Ambiente ha recentemente emanato il bando di gara per affidamento del “Servizio di intervento rapido per la riduzione, contenimento e recupero di idrocarburi e di altre sostanze” che prevede 22 unità costiere. Dai presidi però è scomparso Porto Santo Stefano, rimanendo solo quello di Piombino.
Della scomparsa del battello Jerzy dal suo posto dell’Argentario si è occupato il capogruppo Pd in consiglio regionale Leonardo Marras che ha presentato un’interrogazione al presidente della giunta regionale chiedendo di attivarsi perché questo importante servizio a tutela dell’ambiente rimanga.
Marras nella sua interrogazione mette in evidenza la penalizzazione per un’area marina di particolare pregio come quella delle coste della provincia di Grosseto, in cui si inserisce sia parte dell’arcipelago toscano che il Parco regionale della Maremma che verrebbe pertanto privata di un presidio diretto. Il consigliere fa notare poi che ci sarebbe il rischio che l’intera zona non riesca ad essere coperta con efficacia né dal presidio di Piombino che da quello di Civitavecchia. Marras ha chiesto al presidente del consiglio regionale «come intende attivarsi, anche di concerto con l’Autorità portuale regionale, per far sì che si possa mantenere in essere il presidio di Porto Santo Stefano per lo svolgimento del servizio antinquinamento e di pattugliamento a tutela di un’area marina di estremo pregio. Queste navi – prosegue – svolgono da tempo un ruolo fondamentale di controllo e pronto intervento a tutela dell’ambiente marino da possibili danni da inquinamento». Anche il sindaco del Comune di Monte Argentario si associa alla preoccupazione di Marras. «Contiamo di scrivere con la Regione Toscana una lettera di protesta e sollecitazione al Ministero». — I.A.
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