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il caso calamai 

Ulmi: «Chi rimette a posto i danni?» Marras: «Segno del buon lavoro»

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La notizia della nomina della direttrice dell’ospedale Misericordia Monica Calamai a direttrice dell’Asl di Ferrara è stata una sorpresa.

«Il viceré ha lasciato, adesso che cosa succederà? Chi rimetterà adesso a posto i danni?» chiedono il segretario provinciale della Lega Andrea Ulmi e l’onorevole Mario Lolini al direttore generale Antonio D’Urso. «Nominata da Rossi – dicono Ulmi e Lolini – a una carica plenipotenziaria, dopo altre di prestigio assunte negli anni, per poi essere licenziata in tronco e ritrovarsi in una sorta di esilio dorato maremmano, la Calamai alla prima occasione ha sbattuto la porta in faccia al governatore e ha accettato la nomina del suo compagno di partito Bonaccini». Per Lolini Calamai avrebbe lavorato durante l’emergenza Covid «senza ascoltare nessuno dei rappresentanti della comunità maremma. Ha chiuso di fatto l’ospedale, decentrando nei periferici, ha chiuso il centro prelievi, distrutto il sistema di prenotazione delle visite, distrutto l’asse ambulatoriale territoriale, dissestato il rapporto tra medici e pazienti, dimostrando incapacità nella gestione della logistica durante il Covid attraverso una pericolosa commistione di ambienti» salvata solo dalla bassa incidenza del virus in prvincia. «Si sterilizzano i ferri delle sale operatorie in ambienti dove ci sono lavori di manutenzione ordinaria – dice Lolini – e i ferri viaggiano sporchi nei corridoi dove passa la biancheria pulita, visitatori, il personale, perché nel nuovo ospedale non è stata prevista la zona di sterilizzazione». «Siamo arrivati al limite dell’interruzione del servizio pubblico. Di chi è la colpa? Della sinistra che fa proclami, di noi che denunciamo i disservizi o di Rossi e dei suoi nominati?», dice Ulmi.

Tutt’altra lettura è quella che ne dà il capogruppo Pd in consiglio regionale Leonardo Marras: «Il fatto che una professionista di grande valore lascia la Maremma ci dispiace e lascia un vuoto nel personale del Misericordia che ne ha apprezzato tutta la capacità manageriale attraverso i risultati ottenuti. L’emergenza Covid ha messo in luce tutta la prontezza della rete ospedaliera da lei guidata e non sarà facile sostituirla. L’incarico a cui è chiamata è di grande prestigio e riconosce come in Toscana ancora oggi il modello della sanità pubblica funziona ed è di riferimento anche per le Regioni più avanzate come l’Emilia Romagna». Alla Calamai Marras fa i migliori auguri «con l’auspicio che prima o poi possa tornare». Quanto ai dirigenti della Lega «hanno perso un’altra occasione per tacere, inseguendo la politica anche dove non c’è, dimostrando solo di essere talmente ignoranti da essere potenzialmente pericolosi nel caso dovessero mai gestire le politiche pubbliche nella nostra regione. D’altra parte la vicenda in Lombardia la dice lunga su come abbiano intenzione di piegare tutta la sanità alle logiche di parte, depredando patrimonio e qualità a danno della salute dei cittadini». —



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