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prelievi anche fuori grosseto 

Ripartono alcuni servizi ma Marras tuona «Gli errori vanno pagati»

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Grosseto

Per soddisfare le richieste di esami del sangue, l’Asl toscana sud est, oltre al potenziamento già partito nei punti prelievo di Grosseto, ha predisposto delle sedute straordinarie ad accesso diretto, cioè senza prenotazione, anche fuori Grosseto.

La prima novità si avrà da domani quando riaprirà la sede Asl di Boccheggiano; sabato dalle 8 alle 12 saranno operativi grazie a un’apertura straordinaria, i punti prelievo dei distretti di Castiglione della Pescaia, Bagno di Gavorrano e Roccastrada; in quest’ultimo distretto, lunedì i prelievi saranno prolungati fino alle 11, 30. Infine da luglio, torneranno operative le sedi di Scarlino e Scarlino Scalo. Domenica in via straordinaria sarà aperta ai prelievi senza prenotazione in via don Minzoni, a Grosseto (8 –17, 30).

Intanto continua la polemica sulle convenzioni che l’Asl intende stipulare con i centri prelievi privati per smaltire la mole di analisi arretrate. Ieri Cgil, Cisl e Uil hanno invitato l’Asl a ritirare la manifestazione di interesse che scade domani. Contrari anche Lega e Fdi.

Oggi sul tema interviene il capogruppo del Pd in Regione Leonardo Marras. «Il confronto tra Asl e sindacati sulle convenzioni è opportuno e urgente, evitando però un dibattito solo ideologico – dice Marras –. Non sono stati smantellati servizi e nessuno intende accettare lo smantellamento della rete pubblica. Anzi, in provincia di Grosseto addirittura, a differenza di ciò che avviene nel resto del territorio della nostra Asl e in tutta la Toscana, proprio non esistono convenzioni con privati e sono marginali quelle che riguardano altre prestazioni». Sul post-emergenza e la riorganizzazione dei servizi, Marras non fa sconti: «Sono settimane – dice – che sollecitiamo per risolvere le criticità emerse, qualcosa è stato fatto ma non basta. Serve, al più presto: sistemare il servizio del Cup telefonico, riaprire i punti prelievo, allungare orari e giorni, assumere tecnici e infermieri, se necessario e dopo il confronto con i sindacati. Per ora le risposte sono state impacciate e tardive: chi ha sbagliato dovrà pagare». —

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