Il Tirreno

Grosseto

i soccorsi 

Motore in avaria Tre persone portate in salvo

F.G.
Motore in avaria Tre persone portate in salvo

Gli uomini della guardia costiera hanno fermato il traffico marino in entrata nel porto turistico per permettere a una vela di accedere alla banchina

2 MINUTI DI LETTURA





marina di grosseto

L’allarme è scattato ieri quando si è alzato il vento, a Marina di Grosseto e quando una barca a vela che stava navigando davanti alla costa, con tre uomini a bordo, si è trovata improvvisamente con il motore in avaria.

Impossibile per l’equipaggio entrare in porto: a vele spiegate, infatti, non è permesso ed è anche pericoloso.

Per questo è servito il lavoro di squadra tra il personale della Marina di San Rocco e gli uomini della guardia costiera: il traffico dei natanti che stavano rientrando è stato infatti bloccato per fare largo all’imbarcazione a vela che doveva raggiungere la banchina e che è riuscita a entrare grazie al gommone degli uomini della capitaneria di Marina di Grosseto che hanno scortato i tre malcapitati.

L’imbarcazione è rientrata senza alcun problema e i tre uomini a bordo sono stati quindi tratti in salvo.

Ieri, il forte vento che si è alzato, ha costretto molti natanti a rientrare e ha anche costretto un’ambulanza del 118 a intervenire sul litorale a causa delle ferite riportate da una sessantenne che è stata colpita da un ombrellone che ha preso il volo.

L’incidente è successo in uno stabilimento balneare, dove la sessantenne stava trascorrendo qualche ora libera sul mare. L’ombrellone è stato alzato dal vento e ha colpito la donna alla testa, per questo è stato necessario il trasferimento all’ospedale Misericordia di Grosseto: le condizioni della bagnante, per fortuna, non sono gravi. Sulla spiaggia, oltre al personale del 118, è intervenuto anche quello della guardia costiera, impegnato ieri in diversi interventi. — F.G.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera