Muore a 84 anni sotto al trattore che si ribalta
Fernando Capecchi è stato a lungo l’anima della sezione del Pci della Voltina: in pensione da tempo, aveva un negozio
grosseto
Aveva attaccato una botte per l’acqua al suo motocoltivatore per annaffiare gli ulivi. Un’operazione che Fernando Capecchi, 84 anni, aveva fatto mille e mille volte. Da quando aveva abbassato la serranda del suo negozio di frutta e verdura in via Emilia che aveva sempre gestito con la moglie Ada, Fernando si era sempre occupato del suo terreno, che si trova lungo la strada provinciale della Voltina, alla Trappola. Ieri quell’operazione è costata la vita all’ottantaquattrenne: era sul trattore quando il motocoltivatore ha trovato sul suo cammino una buca. Il mezzo si è impuntato, ribaltandosi. Capecchi è precipitato, rimanendo schiacciato sotto al motocoltivatore: l’uomo lascia la moglie Ada e due figli, Vania e Sergio. È stata la figlia una delle prime persone ad accorrere: stava parlando con un vicino quando la donna che abita nella casa accanto a quella della famiglia Capecchi l’ha chiamata, dicendole che suo padre era rimasto ferito. Due ambulanze del 118 sono arrivate immediatamente sul posto ma per Fernando non c’era più nulla da fare. È morto a causa delle tremende ferite riportate: al suo podere sono arrivati anche i vigili del fuoco che hanno alzato il trattore e messo in sicurezza il mezzo e una volante della polizia per i rilievi dell’incidente.
Capecchi era non soltanto molto conosciuto in città, ma era benvoluto da tutti: chi ieri ha saputo dell’incidente ha voluto esprimere il proprio cordoglio per la perdita di una persona perbene. Dai vicini di casa, che hanno visto arrivare le ambulanze a sirene spiegate alla Voltina ai suoi e compagni di partito.
Fernando Capecchi è stato infatti un iscritto del Pci della prima ora, quando in Maremma il Partito comunista contava molto. Con la moglie Ada aveva un negozio di frutta e verdura in via Emilia, frequentatissimo, e faceva parte della sezione del Pci della Voltina, dove organizzava la Festa dell’Unità.
Nella frazione sulla strada della Trappola, Capecchi era diventato un punto di riferimento: si dava da fare, era uno degli animatori della vita sociale di quel borgo di case nel quale ha sempre vissuto fino al tragico incidente di ieri. La salma dell’anziano è stata portata all’obitorio dell’ospedale Misericordia di Grosseto a disposizione della procura che potrebbe decidere se disporre o meno l’autopsia. —
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