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Incubo serafiche al mare «Ho 30 “medaglioni” rossi»

giovanna mezzana
Incubo serafiche al mare «Ho 30 “medaglioni” rossi»

Una turista racconta  la brutta esperienza vissuta a Principina: il pranzo di ristoro sul litorale è diventato  un’esperienza da dimenticare

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Le serafiche, le terribili zanzare che non lasciano scampo, possono rovinare una vacanza e finanche indurre i turisti a scappare e a non tornare mai più in Maremma. A raccontare la sua (brutta) esperienza è Antonella Montibelli che ha inviato un’email al Tirreno.

È sabato quando con il marito decide «di fare una puntatina sul tranquillo litorale di Principina»; avvicinandosi l’ora di pranzo, la coppia fa sosta a un punto ristoro che fiancheggia viale Tirreno. «Dopo aver rispettato le indicazioni dettate dall’emergenza Covid 19 – racconta – raggiungiamo il tavolino all’aperto». E subito arrivano i piatti a base di pesce. «Trovandomi in una località di mare e provenendo da una zona preappenninica, non indossavo certo uno scafandro» dice. Ed è qui che l’ignara turista scopre cosa ti possono “combinare” le serafiche. Prima «Ho avvertito un fastidioso prurito che cercavo di attenuare sfregando l’epidermide delle zone colpite», poi al ritorno a casa «dopo aver percorso 180 km – racconta – anche mio marito, che non è mai preso di mira da zanzare, ha avvertito i fastidi». Risultato? «In varie parti del corpo – dettaglia – sono stata “decorata” con medaglioni rossi di circa un diametro: ne ho contati quasi 30. Rivolgo appello a chi di dovere perché – conclude – ponga rimedio a tale inconveniente, anche perché non credo che favorisca il turismo balneare».

In effetti «tutta la zona da Castiglione della Pescaia ad Alberese – nota Fabio Cianchi, coordinatore delle Oasi Wwf della Maremma – è tradizionalmente terra di serafiche, mentre a Orbetello, Albinia, Capalbio quasi non si avverte la loro presenza». «Confermo: sono terribili – aggiunge Cianchi – Stamani (ieri mattina, per chi legge) mi sono recato alla Diaccia Botrona per il censimento delle garzaie, ho commesso l’errore di non ricordarmi delle serafiche e – conclude sorridendo – ne ho pagato le conseguenze. Che dire? È un problema stagionale, è una presenza che appartiene a quei luoghi». –

giovanna mezzana



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