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I Genitori democratici chiedono scuola in presenza a settembre
grosseto
Il Coordinamento dei genitori democratici, nato più di 40 anni fa da una felice intuizione di Gianni Rodari, ha da sempre costituito un osservatorio attento ai mutamenti sociali e culturali che hanno accompagnato le famiglie italiane. La pandemia da coronavirus ha inciso profondamente su questo ordine.
«Nonostante la lunga esperienza all’interno delle istituzioni scolastiche – spiega Daniela Castiglione del Coordinamento dei genitori democratici della Maremma – mai avremmo immaginato di dover affrontare una situazione come quella che oggi sta vivendo la nostra scuola; una situazione che desta apprensione per le conseguenze che sta determinando sul piano della coesione sociale e delle condizioni di vita delle giovani generazioni. Alcune funzioni basilari della scuola sono state messe a dura prova, come l’inclusione, la garanzia di contesti educativi adeguati alle diverse età e la qualità stessa dell’istruzione».
In questo senso la didattica a distanza promossa dal Miur, pur se necessaria nell’emergenza, secondo il Cgd, non può dunque rappresentare un sostituto della didattica di prossimità poiché in territori come la Maremma non è arrivata a tutti allo stesso modo, ha richiesto la forte presenza dei genitori, e ha finito per accentuare le difficoltà di chi viveva già un disagio, come nel caso di bambini e ragazzi con disabilità.
«Gli studiosi concordano e ricordano che la scuola è anche relazione, socializzazione, emozioni, rituali – prosegue la coordinatrice del Cgd Maremma – tutti elementi che, insieme alla didattica, concorrono alla crescita dei nostri giovani. La scuola italiana si è distinta nel mondo per le sue politiche di inclusione, ma la didattica a distanza invece tende ad amplificare le disparità, come nel caso della disabilità e del divario tecnologico. Non tutto il lavoro di gruppo può essere surrogato dalle piattaforme informatiche e inoltre non tutti possiedono gli strumenti tecnologici adeguati, visto che molte famiglie non hanno pc e accesso veloce a Internet».
È indubbio, per il Cgd, che l’inizio del prossimo anno scolastico dovrà essere assicurato in presenza, garantendo, sin dal primo giorno di scuola, anche la copertura di tutti i posti vacanti e il potenziamento degli organici degli insegnanti, degli insegnanti di sostegno, del personale Ata e dei dirigenti scolastici.
«Qualora a settembre si rendessero necessarie misure di distanziamento – conclude Castiglione – occorrerà ripensare gli spazi educativi. Lo si potrà fare attraverso la costruzione di reti, attivate dalle scuole e sostenute dalle istituzioni a partire dai Comuni, pensando anche ad alleanze educative sul territorio valorizzando l’esperienza del volontariato e del terzo settore, preziosi esempi di solidarietà e cittadinanza che si sono distinti anche nell’emergenza coronavirus. Riteniamo infine condivisibile la scelta di svolgere gli esami di Stato con un colloquio in presenza, utile a riconoscere un valore, anche simbolico, a un passaggio importante e un giusto riconoscimento al titolo di studio conseguito. Alle ragazze e ai ragazzi che in questi giorni otterranno il diploma, malgrado le avversità di un anno scolastico non vissuto appieno, va l’augurio di un avvenire radioso e ricco di soddisfazioni». —
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