Gli abitanti di Tatti sul piede di guerra «Serve più cura, siamo abbandonati»
La rimozione delle fioriere faidaté solleva le nuove proteste Sporcizia, muri pericolanti, parco giochi inutilizzabile
TATTI
Si potrebbe chiamare “La secessione di Tatti”. La frazione di Massa Marittima è di nuovo sul sentiero di guerra: nel mirino l’amministrazione comunale guidata da Marcello Giuntini. Qui un gruppo di cittadini lamenta la poca cura della frazione, che – alla vigilia dell’estate – presenta ancora una volta strade sconnesse, muri pericolanti, vie sporcate dal guano dei piccioni, erba alta all’ingresso del paese.
L’imprenditore Marco Verniani, la presidente del comitato turistico Tatti Stefania Civilini, le signore Laura Fratti e Paola Maccianti sono i portavoce di un malcontento strisciante. «Non chiediamo la luna. Solo maggiore attenzione, un po’ di amore e di buon senso, qualche piccolo investimento», sintetizzano.
Tatti, Alta Maremma, è un borgo con poche centinaia di abitanti, il Barrino e la Fattoria Sequerciani come biglietto da visita. Ma perché i cittadini protestano? Cosa manca? «Pulizia, sfalci, cura delle strade, arredo urbano, ma soprattutto il restyling della pista, il cuore del paese». Il rapporto con il capoluogo, a dire il vero, non è mai stato idilliaco. Il Comune viene percepito come un’entità distante, se non addirittura matrigna. Sia dagli abitanti, che dai proprietari di seconde case. L’ultimo caso è stata la richiesta di rimuovere delle fioriere (realizzate con tronchi scavati e copertoni colorati) apposte di recente, in alcuni angoli del paese, dal comitato turistico. Uno sforzo dei volontari, «reso inutile da qualche compaesano che evidentemente a Massa è più ascoltato di altri...». Girando per la frazione, insieme ai cittadini che si lamentano, si scoprono strade sconnesse, la pista polivalente sotto il Barrino in stato di abbandono, né concessa ai privati, né messa in regola e ristrutturata dal Comune; e poi i marciapiedi inesistenti, muri pericolanti, vie sporcate dal guano dei piccioni, auto abbandonate, strade e scalinate una volta lastricate con la trachite e ora rattoppate malamente.
Insomma, quello che potrebbe essere davvero un fiore all’occhiello per il territorio delle Colline Metallifere, langue dimenticato, senza decoro, con l’aggravante che a volte, anche l’iniziativa di privati e volontari – tesa a migliorare il paese – viene scoraggiata. È un elenco lunghissimo quello delle magagne che si registrano a Tatti. Stefania Civilini ha addirittura degli appunti: «Oltre a ciò che abbiamo già detto, c’è il problema dell’illuminazione, del guano dei piccioni che ricopre i davanzali di finestre e balconi, i poggiamano che costeggiano le vie, un serio problema igienico-sanitario, soprattutto in questo particolare momento storico in cui igienizzazione e pulizia sono un fondamento quotidiano».
Stefania, Laura, Paola e Marco mostrano un parco giochi per i bambini inutilizzabile dopo il tramonto, lampade fulminate lungo le vie, muri pericolanti, erba altissima all’ingresso della frazione. Il paese sopravvive soprattutto grazie alla buona volontà e all’attaccamento degli abitanti, dei nativi che qui hanno le seconde case.
La bocciatura delle fioriere è la goccia che fatto traboccare un vaso già colmo: «Avevamo provato a supplire a una mancanza oggettiva di colore, cura, attenzione. Le fioriere erano un modo per restituire vivacità al paese, ma le nostre iniziative vengono regolarmente bocciate o tarpate. Stavolta siamo stati accusati di aver compiuto una occupazione di suolo pubblico e una violazione dei vincoli paesaggistici. Evidentemente le mille magagne che balzano agli occhi non ledono il paesaggio e l’arredo urbano...» —
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