Il Tirreno

Grosseto

civitella paganico

Grosseto-Fano, l'allarme del sindacato: "No ai commissari per completare l'opera"

Lina Senserini
La vecchia galleria di Pari
◗
La vecchia galleria di Pari

Fillea Cgil boccia l’ipotesi di bypassare le procedure

3 MINUTI DI LETTURA





CIVITELLA PAGANICO. «No ai commissari per portare a termine i lavori della Grosseto-Fano. Il Codice Appalti ha già in sé tutte le procedure necessarie di semplificazione e di accelerazione».

Arriva dalla Fillea Cgil Toscana l'allarme sul futuro dei cantieri della strada E 78, chiamata anche Due Mari, poiché collega il Tirreno con l'Adriatico, e Grosseto-Siena nel tratto toscano.

«Da giorni continuiamo a leggere sui giornali l'invocazione da politici e sindaci alla nomina di commissari su modello Ponte Morandi», scrive il sindacato. «Crediamo che affermare la necessità di ricorrere ad escamotage e deroghe per portare a termine le opere mostri l'idea che per velocizzare le procedure si debba passare dalla sospensione delle norme. Tra l’altro i motivi dei ritardi della Grosseto-Fano sono ben noti a tutti, dalla capacità di progettazione prima, di intervento in opera poi».

Il timore è che bypassare le procedure ordinarie ricorrendo al commissario possa creare “occasioni” di illegalità, «in un Paese in cui il tasso di lavoro nero è il più alto, dove si riscontrano fenomeni di infiltrazioni malavitose e caporalato», scrive la Fillea Cgil, invitando la politica a tenere alta la guardia.

Il principale collo di bottiglia, secondo il sindacato, risiede in stazioni appaltanti pubbliche non informatizzate, troppe per numero, con pochi tecnici e progettisti, ma «se si vogliono introdurre termini più stringenti per il silenzio assenso e figure di facilitazione, siamo pronti a discuterne», conclude.

L'ipotesi del commissariamento in realtà non sembrerebbe perseguibile, dato che per i lotti mancanti nel tratto toscano le procedure per gli appalti proseguono regolarmente, così come va avanti il percorso per l'apertura dei cantieri. A differenza del ponte Morandi, in cui si interveniva dopo un crollo, nella ricostruzione sullo stesso posto, inoltre, il raddoppio della Due Mari è una realizzazione ex novo, con procedure obbligate da seguire, tra cui gli espropri, il confronto con le istituzioni locali e gli enti competenti.

Lo stato dell'arte dei tre lotti ancora a due corsie – il 4 tra Civitella Marittima e Lampugnano, il 9 tra il viadotto delle Potatine e Orgia, in provincia di Siena, cui si aggiunge l'adeguamento della galleria di Casal di Pari - è fermo a gennaio, poco prima che il Covid calasse la scure anche sui cantieri per le opere pubbliche, ma, assicurano all'Anas, procedure e lavori stanno ripartendo. Quindi, a breve potrebbero essere aperti i cantieri del lotto 4 dopo l'affidamento al raggruppamento temporaneo di imprese Itinere Spa, a seguito del fallimento della Carena spa di Genova che in prima battuta si era aggiudicata l'appalto.

Nel 2018, la Itinere aveva presentato ricorso al Tar poiché la vincitrice era sottoposta a “concordato con continuità aziendale”. Ricorso bocciato dal Tar, accolto dal Consiglio di stato e arrivato alla Corte costituzionale. Due anni di fermo e la situazione sbloccata perché la storica azienda genovese è fallita.

Per quanto riguarda la galleria di Casal di Pari, la progettazione esecutiva è conclusa e si prevede che i lavori vadano a gara in questo primo semestre del 2020. Stessa situazione e tempi anche per il lotto 9 per il quale si prevede la gara di appalto gara nei prossimi mesi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera