Morì dopo il ricovero Sindaco contro l’Asl «Deve spiegare»
Alla famiglia di un’anziana soranese era stato promesso un incontro. Il primo cittadino Vanni scrive una dura nota
Francesca Ferri / sorano
Aveva promesso una relazione, l’Asl, alla famiglia e al sindaco di Sorano Pierandrea Vanni. Aveva promesso che avrebbe incontrato la famiglia e avrebbe risposto a tutte le domande circa la morte della signora Mirella Gubernari, 86 anni, soranese, morta il 10 maggio dopo essere risultata positiva al Covid-19 dopo un ricovero all’ospedale Petruccioli di Pitigliano. La relazione, però, non è mai stata inviata e l’incontro non si è tenuto.
A oltre un mese da quella tragedia, seguita poi dalla morte di altri due pazienti dello stesso ospedale, il sindaco Vanni ieri ha dato voce a tutta la sua indignazione, al suo dolore e anche al senso di offesa per il suo ruolo di rappresentante della comunità. E lo ha fatto senza giri di parole, schietto e diretto sul sito istituzionale del Comune, dove ieri mattina è apparsa una nota scritta di suo pugno.
«Il comportamento complessivo tenuto (dall’Asl) in tutta questa vicenda è ingiustificato e denota una totale mancanza di rispetto sul piano umano per la famiglia e sul piano istituzionale per il sindaco», scrive Vanni.
La signora Gubernari, come si ricorderà, era entrata in ospedale il 22 aprile con tampone negativo. Doveva sottoporsi a un banale intervento alle cataratte, che si erano improvvisamente aggravate e non le consentivano di vedere. Qualche giorno dopo la donna aveva accusato un malore con tutti i sintomi del coronavirus. Tra il 3 e 4 maggio le era stato di nuovo fatto il tampone e, stavolta, era risultato positivo. Ricoverata al Misericordia di Grosseto nell’area Covid, era morta dopo sei giorni. Il giorno precedente aveva trovato la morte Oliviero Guidantoni, 88 anni, di Saturnia, e il giorno dopo Mario Ribichini, 68 anni, di San Quirico, anche loro pazienti del Petruccioli entrati negativi e scopertisi poi positivi una volta entrati in ospedale.
Il sindaco di Sorano si era da subito schierato al fianco delle famiglie, chiedendo chiarezza su quanto accaduto. Aveva anche lamentato di non essere stato informato dall’Asl del decesso dei due concittadini. Messosi in contatto con il figlio della signora Gubernari, Angelo Arcangeli, aveva sollecitato l’Asl.
«Attorno al 20 maggio – ricostruisce Vanni nel suo messaggio – l’Usl sud est mi aveva assicurato via mail che “appena avremo la relazione sarà cura inviarla ai familiari e a lei”. Qualche giorno prima avevo sollecitato la Usl a prendere contatti con il figlio della signora che giustamente voleva una serie di informazioni e di chiarimenti. Anche questa richiesta è andata disattesa. L’Usl si è limitata a far sapere telefonicamente all’interessato che avrebbe ricevuto una relazione».
La telefonata c’è stata, come conferma la famiglia della signora Mirella, da parte del direttore sanitario del Petruccioli. «Ci disse che saremmo stati richiamati quando sarebbe stata pronta la relazione», conferma la famiglia dell’anziana. Ma l’incontro non è mai avvenuto, né è stata inviata alcuna relazione.
«Posso capire il momento difficilissimo vissuto fino a qualche giorno fa per l’emergenza sanitaria – dice Vanni – ma il comportamento complessivo tenuto in tutta questa vicenda è ingiustificato e denota una totale mancanza di rispetto sul piano umano per la famiglia e sul piano istituzionale per il sindaco. Non mi piacciono le polemiche e nemmeno le proteste quando si è in presenza di vicende dolorose come questa. Spiace le abbia create l’Usl sud est».
Al Tirreno Vanni aggiunge: «Questo atteggiamento dell’Asl mi ha dato fastidio non tanto per me, ma per il figlio della signora, con cui sono in contatto, e che è una persona civile, che chiede solo di sapere come sono andate le cose. Anche per l’Asl un dialogo con la famiglia sarebbe del tutto positivo, anche perché i familiari avrebbero comunque tutto il diritto di presentare un esposto. Poi sì che l’Asl dovrebbe rispondere». —
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