Il Tirreno

Grosseto

la bufera sull’inceneritore 

La Lega all’attacco di Termine «Noi coerenti, il Pd non lo è stato»

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scarlino

Non si placano le polemiche per le parole del presidente del consiglio regionale e candidato del centrosinistra alle prossime elezioni Eugenio Giani che durante una diretta Facebook aveva affermato: «La Toscana ha bisogno di una sua autoproduzione energetica fondata sulla termovalorizzazione dei rifiuti. Farò l’impopolare ma scelgo un sito e su quello vado a diritto con i carri armati perché non è possibile che sulla termovalorizzazione la Toscana abbia impianti chiusi da tempo, come a Scarlino, abbia impianti in cui ci sono comitati a iosa per farli chiudere e abbia rinunciato a Case Passerini».

Giani aveva rettificato subito dicendo che l’impianto di Scarlino «non deve essere riaperto». «Mi piacerebbe veramente sapere cosa ne pensano i leghisti locali e quelli che siedono in Regione – aveva detto ieri il segretario del Pd Giacomo Termine – Loro che in consiglio regionale hanno scelto di non votare la risoluzione per la nuova politica dei rifiuti e l’economia circolare approvata da Pd, M5s Mdp e Leu». «La Lega – risponde il segretario Andrea Ulmi – a differenza del Pd è sempre stata coerente nella sua posizione contraria all’inceneritore di Scarlino. Lo è stata perché abbiamo sempre ritenuto questo impianto inadeguato. Spostare il dibattito su un tema regionale dei rifiuti che abbraccia realtà e sensibilità diverse non risolve il problema di un Pd che, su Scarlino, ha sempre fatto il gioco delle tre carte, opponendosi sul piano locale, per poi autorizzare più volte l’impianto quando era alla guida della Provincia e continuare nell’iter comandando la Regione».

Per Rifondazione Comunista contro gli «inceneritoristi Giani e Salvini» come vengono definiti dal partito, l’unica soluzione è Tommaso Fattori. «Nei giorni scorsi le parole di Eugenio Giani in merito all’inceneritore di Livorno, hanno sconcertato tutti – dice Rifondazione – L’uso dell’espressione “Vo dritto con i carri armati” spaventa e non appartiene alla cultura della sinistra. Ribadiamo che la scelta dell’incenerimento è sempre la peggiore tra le soluzioni possibili perché non chiude il ciclo dei rifiuti e perché trasformerebbe l’atmosfera in una discarica avvelenati». Per il partito il problema è che gran parte delle scelte in materia di impianti non si fanno né a Follonica né a Scarlino né a Grosseto, ma a Firenze. In Movimento per Follonica commenta: «Nel balletto delle posizioni politiche il Pd locale si è sempre trincerato dietro un no all’impianto senza aver, però, mai preso realmente le distanze con azioni forti nei confronti del proprio partito provinciale e regionale». —

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