Il Tirreno

Grosseto

la polemica 

No ai venditori in spiaggia «Se vale per uno, la regola deve valere per tutti»

G.S.

Marcello Stella e Roberto Maestrini chiedono controlli sui protocolli anti contagio a prescindere dalla merce venduta: «È discriminazione»  

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scarlino

Sulle spiagge di Scarlino gli ambulanti (non alimentari) quest’anno non potranno circolare. La decisione – tutta formale, visto che la maggioranza degli ambulanti che in estate macinano chilometri sotto il sole per vendere la merce, non ha la licenza di vendita – è stata presa dalla giunta scarlinese guidata dalla sindaca Francesca Travison, da poco entrata tra le file della Lega. «Una scelta fatta pensando all’igiene dei bagnanti, non c’entra nulla il razzismo», ha tenuto a chiarire la prima cittadina.

Di fatto, però, il lavoro dei venditori ambulanti cambia relativamente poco perché la giunta con quell’atto vieta il permesso di vendita a chi svolge un’attività di sopravvivenza ai margini della società, un’attività già svolta senza permessi.

La questione solleva molti interrogativi e sono tante le polemiche che sono nate sui social in merito all’argomento.

I consiglieri di opposizione Marcello Stella e Roberto Maestrini hanno commentato la vicenda ritenendo discriminatorio il divieto pensato dalla giunta scarlinese. «Riguardo quanto deliberato dall’amministrazione comunale di Scarlino sul divieto di commercio di prodotti non alimentari sulla spiaggia all’interno del Comune – dice Maestrini – la nostra opinione è che, anziché individuare categorie che possono ed altre che non possono vendere i propri prodotti, crediamo che sia fondamentale che possano vendere i propri prodotti in spiaggia sia tutti quelli che dispongono delle necessarie autorizzazioni, sia tutti quelli che seguono il protocollo anti contagio, evitando così di discriminare categorie soltanto in base alla tipologia di prodotto venduto».

E Maestrini, aggiunge: «Ribadiamo inoltre che quest’estate più che mai saranno fondamentali i controlli su tutto il litorale, sia per il rispetto del distanziamento sociale che per il rispetto delle norme anti abusivismo e dei protocolli anti contagio».

Stella afferma che questo è un momento delicatissimo e forse «sarebbe stato più opportuno evitare di differenziare la vendita per tipologia di prodotto».

«È certo che anche chi vende in spiaggia deve essere autorizzato e rispettare le procedure anti contagio – dice Stella – invece così come è impostata la delibera può apparire discriminatoria tenendo conto dei diritti e doveri di ognuno di noi. Sarà oggi come non mai importante intensificare i controlli serrati contro l’abusivismo e i controlli sul distanziamento sociale. Le regole ci sono ma sono a tutela di tutti, senza discriminazione alcuna». — G.S.

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