Il presidio
Lunedì la scuola va in piazza Il piano Azzolina non convince
I sindacati hanno organizzato un flash mob per dimostrare quanto spazio serve per mettere 30 banchi a distanza di sicurezza
GROSSETO
La scuola scende in piazza lunedì, in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati Flc Cgil, Fsur Cisl, Uil Scuola Rua, insieme a Gilda Unams. Le motivazioni dell’agitazione saranno illustrate pubblicamente dai segretari provinciali delle sigle coinvolte, alle 11. 30 in piazza Dante Alighieri, dove è previsto anche un flash mob.
L’idea è quella di far vedere concretamente quanto spazio serve per mettere 30 banchi in una classe a distanza di sicurezza, secondo le regole anti-Covid. In particolare dopo le dichiarazioni della ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina, che due giorni fa ha detto che non pensa possibili doppi turni e sdoppiamenti, ma vuole unità in classe. Un “tutti in aula”, che impensierisce i sindacati e non solo, anche perché, lo dice la stessa ministra «sarà possibile se ci sarà il rispetto delle norme igieniche, prevedendo ingressi scaglionati, uso delle mascherine, organizzazione dei trasporti in modo da evitare assembramenti. E, se ci dovesse essere la necessità di mantenere un metro di distanziamento – ha aggiunto – bisognerà trovare altri luoghi rispetto agli edifici scolastici, avviando anche opere di edilizia leggera». E prevedendo, infine, se dovessero ripartire i contagi, un ruolo centrale della didattica a distanza «ma non come adesso», chiosa Azzolina. Per i sindacati i problemi sono anche altri.
In provincia di Grosseto ci sono 20mila studenti, 32 istituti dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado, altrettante scuole parificate e un centro per l’istruzione degli adulti. Circa 3mila cattedre, di cui solo 2mila in ruolo e il resto da assegnare a settembre ai precari. Far ripartire l’anno il 1° settembre, per consentire il recupero per i ragazzi che ne hanno bisogno, senza avere ancora chiarito come avverrà il reclutamento degli insegnanti, per i sindacati è follia. «A settembre – scrivono – gli alunni delle nostre scuole potranno avere garantito il distanziamento fisico necessario per la loro sicurezza? Come è diminuito il numeri dei docenti in organico nella provincia? Senza i concorsi previsti e con pensionamenti dell’anno in corso, quanti saranno i docenti precari al lavoro nelle scuole del territorio? Sono queste alcune delle domande a cui verrà data risposta; l’emergenza sanitaria Covid ha messo in evidenza tutte le problematiche che la scuola già stava vivendo, rendendole insostenibili e che anche il territorio di Grosseto deve affrontare quotidianamente. È necessario che la scuola riapra quanto prima le porte agli alunni e alle alunne, ma non è sufficiente riaprire gli edifici, bisogna mettere la scuola in condizione di svolgere la funzione che la Costituzione le assegna; non quella di una semplice custodia, ma quella di istruire, educare, formare cittadini liberi e responsabili, in un ambiente democratico», concludono i sindacati. —
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