Il Tirreno

Grosseto

l’odissea di una 52enne  

Soffre di una patologia cronica Un mese di travaglio per un prelievo

g. m.

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grosseto

Adele (nome di fantasia) ha 52 anni e soffre di una patologia reumatica cronica e di alcuni problemi ginecologici per i quali è stata sottoposta in passato a diversi interventi. Anche la sua è una delle vicende raccontate al Tirreno da Beatrice Porpora Emma, infermiera-caposala in pensione.

Per la sua patologia reumatica – per la quale ha un’invalidità dell’80% – Adele è seguita da un reumatologo dell’Asl di Grosseto; lo specialista la visita ogni tre-quattro mesi in quanto: il suo piano terapeutico è semestrale e la sua salute deve essere monitorata con cadenze fisse in concomitanza delle quali si sottopone anche ad esami ematici.

Facciamo un passo indietro. È dicembre 2019 e Adele fa la visita di controllo: il prossimo appuntamento adesso è ad aprile. Lei si muove subito con largo anticipo e prenota la visita tramite il Cup che però le viene fissata per settembre 2020. Adele insiste: è troppo in là... «E così – descrive Porpora Emma – le viene detto che chiamando direttamente l’ambulatorio di reumatologia un mese prima della scadenza, le sarebbe stata fissata la visita entro il mese stesso».

Così a marzo Adele contatta il numero che le era stato dato allo sportello degli ambulatori: «Ma risponde sempre una voce registrata – descrive Porpora Emma – che indica di chiamare dalle 12 alle 14 anche se la paziente chiamava proprio in quegli orari». A metà maggio invia una email al reumatologo: il piano terapeutico è in scadenza. Poi ne invia un’altra ma non riceve risposta. «A questo punto – dettaglia ancora la caposala – si rivolge alla direzione sanitaria del Misericordia – che tenta di chiamare la reumatologia e, non avendo risposta, le consigliano di rivolgersi al Cup e di inviare un’email al reumatologo». «Dopo alcuni giorni – riprende il racconto della trafila Porpora Emma – il reumatologo risponde all’email: il suo piano terapeutico sarebbe stato lasciato allo sportello della farmacia dell’ospedale Misericordia».

Nel frattempo anche il suo problema ginecologico si ripresenta; Adele è sofferente e ritiene di aver necessità di un controllo ginecologico ma è tutto sospeso: anche la chance dell’intramoenia non è papabile a causa dell’emergenza sanitaria.

A questo punto, a inizio maggio dovendo fare i prelievi per la patologia reumatica, il medico di famiglia le prescrive anche esami per valutare il problema ginecologico. «E qui – racconta Porpora Emma – inizia la sua odissea. Il centralino del Cup è sempre occupato oppure si attacca il messaggio registrato e/o la musica anche per due ore di fila. E quando, finalmente, l’operatore risponde, la chiamata si interrompe». Alla fine Adele riesce a guadagnare l’appuntamento per fare i prelievi al distretto di via Don Minzoni: «Il 9 giugno –sottolinea Porpora Emma – cioè circa un mese dalla chiamata». Attualmente Adele «è in attesa che riaprano le strutture dedicate alle varie patologie – conclude – ma a tutt’oggi non sa nulla di preciso». –

g. m.



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