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Mare assediato dai liquami Ora c’è un esposto alla Procura

Francesca Gori
Mare assediato dai liquami Ora c’è un esposto alla Procura

Italia Nostra ha fatto propria la denuncia dei residenti della zona che da anni lamentano la presenza di schiuma maleodorante nello specchio d’acqua 

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Questa volta, la segnalazione degli abitanti di Ansedonia è arrivata direttamente in Procura attraverso l’associazione ambientalista Italia Nostra che ha fatto proprie le lamentele di chi abita in quel tratto di costa, uno dei più belli di tutta la Maremma. Le grosse macchie di schiuma bianca maleodorante, per le quali più volte sono intervenute sia la guardia costiera che la guardia di finanza che hanno prelevato campioni, nel corso degli anni, non hanno lasciato cristallino quello specchio d’acqua sul quale si affaccia la cinquecentesca torre di San Pancrazio, eretta dai senesi e poi rinforzata dagli spagnoli nel periodo dello Stato dei Presidi. Liquami dei quali non si conosce l’origine e che quindi non hanno ancora una paternità, nonostante i sopralluoghi fatti la scorsa estate, quando i residenti protestarono a più riprese.

Ora la segnalazione è stata raccolta da Michele Scola, presidente di Italia Nostra Maremma Toscana, che qualche giorno fa ha depositato un esposto alla Procura di Grosseto segnalando quello che tutt’oggi accade nello specchio d’acqua tra l’inizio della spiaggia della Tagliata e quello della Feniglia, dove si formano grosse macchie di schiuma bianca, spesso maleodoranti, addensate nelle insenature della scogliera e che si allungano, a seconda delle correnti, verso sud o verso nord. Fare il bagno lì, quindi, non era sempre un piacere nonostante la meraviglia del posto e del mare.

«La circostanza che il fenomeno si verificasse in tutte le stagioni quando le diverse abitazioni residenziali di Ansedonia, tutte collegate a quanto ci risulta alla rete fognaria dei Comuni di Orbetello e Monte Argentario, non sono abitate, ci fa pensare - si legge nell’esposto presentato da Italia Nostra - che possa trattarsi di versamenti copiosi e regolari della stessa rete fognaria pubblica, senza depurazione e poi sospinti dalla corrente verso le rocce di Ansedonia da una zona vicina alla spiaggia della Tagliata». Il dubbio sollevato da Italia Nostra riguarda proprio la depurazione delle acque che poi finirebbero in mare. «Il progetto inizialmente previsto per lo smaltimento delle acque reflue - scrive il presidente Michele Scola nell’esposto alla Procura - prevedeva una tecnica di depurazione che utilizzasse tra l’altro, le acque risultati dalla produzione dei due allevamenti ittici adiacenti. Ma questo trattamento di depurazione, sembra in realtà non essere mai stato attuato, mentre il tubo di scarico a mare che doveva raggiungere l’isola della Formica, risulterebbe essere stato posato per una distanza dalla spiaggia della Tagliata inferiore da quella progettata e approvata». A settembre dell’anno scorso, sia la guardia costiera che la guardia di finanza hanno raccolto alcuni campioni di acqua e li hanno poi analizzati: l’associazione però, anche su questi, sta attendendo risposte.

Ora, della presenza di quella schiuma, il cui cattivo odore lascia poco spazio a dubbi circa la sua natura, ne è stata interessata la Procura di via Monterosa. «Potrebbe anche trattarsi, anche se lo riteniamo meno probabile -si legge ancora nell’esposto - di versamenti di acque di risulta delle attività degli allevamenti ittici. Vorremmo che di questa questione se ne interessasse la Procura per individuare i responsabili e farli smettere di creare questo danno».

Quel tratto di costa, a metà tra i comuni di Orbetello e di Monte Argentario, è uno dei più belli della Maremma ed è quindi interesse dell’associazione ambientalista che sia mantenuto tale. —



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