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Pericolo assembramenti Salta la fiera del 13 Il rammarico del sindaco

F.B.
Pericolo assembramenti Salta la fiera del 13 Il rammarico del sindaco

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L’amministrazione comunale di Arcidosso rimanda a data da destinarsi la storica fiera del 13 giugno, con una decisione condivisa anche dalla minoranza “Insieme per Arcidosso” guidata da Corrado Lazzeroni. Lo annuncia con grande rammarico lo stesso sindaco Jacopo Marini che ne specifica i motivi: «Non siamo ancora usciti dall’emergenza Coronavirus, per cui per motivi sanitari, abbiamo scelto di non svolgere la fiera nella data del 13 giugno. Una fiera storica, quella di Sant’Antonio, che intendiamo, però, assolutamente recuperare. Se sarà possibile fra qualche mese, magari all’interno delle feste arcidossine di agosto oppure in un altro momento, quando l’emergenza sarà passata o più controllabile. Inoltre, siamo certi che rimandandola di qualche tempo, quando i timori e i rischi dovuti alla pandemia si saranno allentati, le ricadute economiche potranno essere più soddisfacenti per gli operatori. E proprio con loro e con le associazioni di categoria decideremo la data più consona. Mi preme infatti sottolineare che la decisione di rimandare la fiera di Sant’Antonio ad un’altra data, è stata presa anche per renderla più frequentata e dunque più redditizia per i commercianti. È infatti una fiera sempre partecipata da migliaia di persone e vorremmo che anche quest’anno fosse così, di soddisfazione collettiva, prima di tutto per gli operatori».

Il pericolo sta infatti negli inevitabili assembramenti: «Potrebbe insorgere qualche focolaio – sottolinea il sindaco – e questo vanificherebbe tutti i nostri sforzi e le fatiche di mesi a cui è stata sottoposta la nostra comunità. D’altra parte sappiamo bene che tutti i casi Covid 19 che si sono verificati nell’Amiata grossetana, sono dovuti a un focolaio innescato da una persona positiva transitata al pronto soccorso dell’ospedale di Castel del Piano. Ci vuole poco a replicare un simile evento e mettere a rischio le migliaia di persone che ogni anno partecipano alla fiera». Il sindaco aggiunge anche di aver valutato a fondo, prima di arrivare alla decisione ultima, l’eventuale organizzazione che sarebbe occorsa se la fiera fosse stata fatta: «Avremmo dovuto attuare un piano di sicurezza molto complesso, in uno spazio nel quale vi sono molte vie di fuga da presidiare, e poi il numero delle prescrizioni da praticare, per esempio il distanziamento fra gli stessi banchi o il senso unico da seguire per l’ingresso e per l’uscita e molto altro ancora. Insomma una serie di regole e modalità da osservare e far rispettare per le quali è stato impossibile trovare soluzioni e garanzie di sicurezza efficaci». «Pienamente d’accordo con il sindaco – osserva Lazzeroni – sia sui motivi sanitari che su quelli organizzativi». — F.B.

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