Meteo
Aveva ricevuto la liquidazione e lavorava ancora Condanna a 6 mesi
grosseto
Aveva presentato la domanda di disoccupazione all’Inps e aveva ottenuto la liquidazione ma continuava a lavorare. Per questo Manuel Bernardini, 39 anni, è stato condannato dal giudice per l’udienza preliminare Giovanni Muscogiuri a sei mesi di reclusione oltre alle spese processuali oltre che alla confisca di soldi o beni per un totale di 7mila 951,47 euro, quanto appunto riscosso dall’Inps sotto forma di Naspi.
L’uomo, nel gennaio del 2015, aveva presentato domanda per via telematica all’Inps dichiarando appunto di essere stato licenziato dalla pasticceria nella quale invece continuava a lavorare, percependo uno stipendio che si poteva aggirare anche intorno ai millecinquecento euro al mese.
Stipendio che al trentanovenne non era mai stato sospeso e che anzi, qualche volta, veniva integrato anche grazie a quello che percepiva da un’altra azienda, la Maremma Food, che faceva capo al commercialista follonichese a processo per estorsione con il metodo mafioso Evans Capuano. A novembre del 2015 l’uomo, difeso dall’avvocato Francesca Carnicelli, era stato effettivamente assunto da quest’ultima società ma nella domanda presentata all’Inps aveva dichiarato che dal gennaio di quell’anno fino al nuovo contratto non aveva percepito stipendio.
L’istituto di previdenza aveva attivato la Naspi liquidando al trentanovenne la cifra di 7mila 951,47 euro.
A scoprire quello che era successo sono stati gli uomini della guardia di finanza di Grosseto nell’ambito dell’indagine che ha portato all’arresto del commercialista follonichese con l’accusa, tra le altre, di estorsione con il metodo mafioso.
Bernardini avrebbe presentato la domanda all’Inps attraverso il servizio telematico offerto dal patronato Inca di Grosseto il 13 gennaio di quell’anno e poco dopo erano cominciati gli accrediti per l’assicurazione sociale per l’impiago, l’Aspi appunto.
Secondo l’avvocato dell’uomo però, le accuse nei confronti di Bernardini non sarebbero state perfettamente provate, chiedendo così il proscioglimento del trentanovenne, per il quale invece il pm aveva chiesto dieci mesi di reclusione.
Il processo, celebrato con il rito abbreviato, si è chiuso con la condanna dell’uomo a sei mesi, oltre che la confisca della stessa cifra che l’uomo aveva ricevuto da parte dell’Inps.— F.G.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google