Il presidio
Differenziata “faticosa” in ospedale Tanti cestini singoli e nessuna indicazione
Il sacco nero è più frequente delle postazioni ecologiche La direzione: «Priorità all’emergenza Covid ma anche le persone sono poco attente»
GROSSETO
Il cestino arrugginito dell’aiuola spartitraffico davanti all’ingresso principale del Misericordia osserva chi entra e chi esce dall’ospedale, con la sua vernice verde consumata. Lì intorno, altri cestini gemelli: un unico contenitore dove finisce tutto, dalla carta alla plastica, dal vetro al fazzoletto appena usato per soffiarsi il naso. E con nessuna indicazione su come conferire fazzoletti e mascherine, ora che si deve convivere con lo spettro del coronavirus. Lungo il percorso coperto che porta all’ingresso a far da cestini sono finiti dei grossi vasi da fiori.
All’interno dell’ospedale qualche segnale di differenziata c’è. Nell’atrio all’ingresso c’è una piccola postazione ecologica con un contenitore per la carta, uno per plastica e alluminio e uno per il vetro. Un’altra si trova alle macchinette erogatrici al pian terreno.
Ma nel resto della struttura, per i corridoi e negli slarghi, i rifiuti – quelli ovviamente assimilabili ai rifiuti urbani, non stiamo certo parlando dei rifiuti speciali sanitari – si gettano per lo più in cestini unici per l’indifferenziato: un sacchetto di plastica nero e stop. Con buona pace della raccolta differenziata spinta.
La segnalazione è arrivata al Tirreno nei giorni scorsi da una lettrice. Mercoledì siamo andati a verificare e in effetti la raccolta puntuale, che consente di differenziare e quindi riciclare i rifiuti, non sempre è capillare.
«In questo frangente abbiamo dato la priorità al Covid – spiega la dottoressa Chiara Guidoni della direzione sanitaria – e molti i bidoni li abbiamo dirottati per quell’uso. E comunque la maggior parte dei prodotti va nell’indifferenziata. Ogni setting (reparto) ha tuttavia i propri bidoncini della differenziata e a mio avviso abbiamo una buona raccolta differenziata. Purtroppo sono gli utenti che spesso non rispettano le regole».
Proprio per questo, spiega Guidoni, sono pronti dei cartelloni con le indicazioni da seguire per conferire bene i rifiuti a seconda del materiale con cui sono fatti.
«Avremmo dovuto attaccarli – spiega Guidoni – ma poi è scoppiata l’emergenza coronavirus e abbiamo avuto altre priorità». —
F.F.
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