Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Picchiava la moglie e aggredì i carabinieri Pena di 3 anni e 2 mesi

p.s.

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orbetello

«Spicca l’assoluta chiarezza degli elementi di riscontro emersi in giudizio rispetto alle violenze subite dalla moglie». E ancora: «L’evidenza della colpevolezza è emersa in tutto il suo clamore in occasione dell’intervento dei carabinieri che ha portato all’arresto».

Sono due passaggi delle motivazioni adesso depositate dal giudice Marco Bilisari della condanna a 3 anni e 2 mesi (con la riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato) dell’uomo di 46 anni arrestato il 19 aprile per resistenza ai carabinieri di Orbetello, intervenuti su richiesta del figlio della donna che poco prima era stata picchiata dall’uomo. I due militari erano rimasti feriti, 15 e 30 i giorni di guarigione. Contestati all’imputato anche e soprattutto i maltrattamenti, con la donna che quel giorno riportò lesioni e fratture per trenta giorni di prognosi.

Gli episodi di maltrattamenti sarebbero iniziati nel 2017, quando lei aveva iniziato a contestargli di “flirtare” continuamente con messaggi telefonici con altre donne; lui le avrebbe poi dato uno schiaffo perché non era stata veloce a versargli dell’acqua; e spesso sarebbe stato ubriaco. Episodi confermati dal figlio: in particolare, in tutti i cinque giorni precedenti all’arresto la donna sarebbe stata picchiata.

Interrogato, l’uomo si era scusato con i carabinieri ma aveva negato di aver picchiato la moglie: «È caduta da sola, era ubriaca». Secondo il giudice, la donna e il figlio sono credibili e a nulla valgono le discrepanze sulla frequenza delle percosse: «l’eventuale imprecisione può essere semplicemente legata al fatto che le dichiarazioni furono raccolte a caldo, senza una particolare meditazione da parte del dichiarante, preoccupato giustamente più di descrivere la gravità dell’episodio in sé che di collocarlo con accuratezza nel tempo». E comunque «non si comprende come un’eventuale partecipazione della donna al consumo di alcol possa offrire una diversa lettura dell’intera vicenda e ridimensionare la gravità delle condotte perpetrate dall’imputato». —

p.s.



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