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Pesante condanna per le violenze ai danni di moglie e cognata

p.s.
Pesante condanna per le violenze ai danni di moglie e cognata

Il collegio ha inflitto all’uomo una pena di 4 anni e 8 mesi Era accusato anche di maltrattamenti, stalking e minacce 

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Pesante condanna - 4 anni e 8 mesi - per un cittadino straniero poco più che quarantenne, imputato di violenze sessuali ripetute ai danni della moglie come anche della sorella minore di lei. Due donne sue connazionali che avrebbero subito anche altre vessazioni. L’uomo era accusato di maltrattamenti e stalking nei confronti della moglie, che sarebbe stata costretta a subire numerosi rapporti sessuali contro la sua volontà. E di minacce, tentata estorsione, lesioni e palpeggiamenti nei confronti della cognata.

L’uomo, assistito dall’avvocato Roberto Cerboni (che annuncia già da oggi appello - le motivazioni saranno depositate entro un mese), era presente all’udienza di ieri, dedicata alle repliche, che non ci sono state. Le richieste erano state formulate all’udienza precedente: il pm Arianna Ciavattini aveva sollecitato un’assoluzione, dicendosi in sintesi convinta che non fosse stata raggiunta la prova delle contestazioni che erano state mosse dall’epoca in cui era stato aperto il fascicolo (2012). Di tutt’altro avviso era stata l’avvocata Valentina Guerriero, parte civile per le due donne, che aveva invece sottolineato tutti i punti di convergenza e aveva chiesto che venisse affermata la responsabilità dell’imputato, non avanzando comunque alcuna richiesta risarcitoria. Il Tribunale ha comunque disposto che dovrà essere il giudice civile a quantificare il danno, imponendo all’imputato di pagare 3.000 euro per le spese di parte civile. Per l’uomo sono state disposte anche le pene accessorie, come l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e dagli uffici di tutela e curatela.

I fatti contestati risalivano al periodo 2011-2017. L’uomo era accusato di aver costretto la moglie a subire una penetrazione minacciando la sorella con delle forbici. Di aver costretto la moglie a subire rapporti sessuali con la minaccia di violentare la sorella, se non avesse acconsentito. Di aver percosso e aver fatto mancare i mezzi di sostentamento alla moglie anche quando era incinta. Di averla perseguitata quando lei si era allontanata da casa, screditandola al punto che la donna avrebbe meditato il suicidio. Di aver baciato sulla bocca e palpeggiato la sorella, anche in occasione di minacce («se ti azzardi a dire che ho violentato tua sorella faccio lo stesso con te, stai attenta»). Di aver cercato di indurre la cognata a tacere e a non denunciare la violenza di cui era stata testimone, picchiandola: la giovane donna era però andata in Questura e aveva raccontato i fatti che avevano poi fatto aprire il fascicolo. — p.s.

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