Il presidio
«Serve un approccio diverso Impensabili gli affollamenti»
Secondo il direttore si sta però consolidando un nuovo senso di responsabilità dei cittadini «L’auspicio è che la tendenza diventi la normalità»
grosseto
Dal primo maggio a ieri sono stati 2300 gli accessi al pronto soccorso di Grosseto, circa il 40% in meno dello stesso periodo, negli anni precedenti.
Il trend ha cominciato a risalire, ma resta molto più alta l’attenzione dei cittadini alla maggiore appropriatezza negli accessi, che è stata registrata nella fase della piena emergenza. «Se prima il timore del contagio era un deterrente a presentarsi al pronto soccorso, purtroppo anche in presenza di sintomi di patologie potenzialmente anche molto gravi, ora sembra si stia consolidando un nuovo senso di responsabilità da parte dei cittadini», dice Mauro Breggia. «Il nostro auspicio è che questa tendenza diventi la normalità, perché oggi e in futuro non possiamo più permetterci i numeri e l’affollamento di prima. Occorre modificare l’approccio alla sanità in emergenza e in urgenza, non è più pensabile che si vada in pronto soccorso per una lastra o un’ecografia urgente o per piccoli traumi che possono essere risolti in altro modo».
Proprio sull’appropriatezza è in corso una campagna di educazione e di sensibilizzazione da parte dell’Asl, rivolta agli utenti e che coinvolge i medici di base, la cui collaborazione è fondamentale per invertire la tendenza. «Il nostro appello ai cittadini è alla massima collaborazione, fermo restando che non devono essere mai sottovalutati i traumi importati, i sintomi delle patologie tempodipendenti, quelli cioè di natura neurologica, cardiovascolare o legati a una possibile grave infezione, per i quali è fondamentale rivolgersi alle strutture dell’emergenza, perché se non trattati in tempo possono avere come conseguenza la morte o gravissime invalidità». — L.S.
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