Il presidio
Podista di 53 anni muore stroncato dalla malattia
Mario, maresciallo e fratello dell’ex assessore Emanuel, cinque anni fa era sopravvissuto a un incidente
GROSSETO. Cinque anni fa era sopravvissuto a un incidente terribile: il fratello e gli amici dicono che schivò la morte per miracolo. Purtroppo non ce l’ha fatta ieri, per una grave forma leucemica contro cui lottava da tempo. È morto a 53 anni Mario Cerciello, maresciallo dell’Aeronautica militare, podista appassionato e fratello maggiore dell’ex assessore comunale allo sviluppo economico e commercio Emanuel, di 9 anni più giovane.
Sposato e padre di un figlio di 20 anni, Mario era nato nel dicembre del 1966. Era affetto da una grave forma tumorale e aveva subito due interventi. Due mattine fa la situazione è precipitata ed è stato ricoverato all’ospedale Misericordia, nel reparto di Leniterapia dove la sera di lunedì, alle 18, si è aggravato ed è venuto a mancare ieri, intorno a mezzogiorno. I funerali saranno celebrati giovedì 30 maggio alle ore 10 a Marina, al circolo Ufficiali.
Mario era un grande sportivo, un atleta podista. Amava la natura, lo sport, il contatto umano. Aveva disputato la maratona e si era distinto in tantissime competizioni, gravitando in varie associazioni sportive della provincia di Grosseto fino ad approdare – dal 2014 in poi – nell’amatissimo team Marathon bike dove si è fatto apprezzare e voler bene da tutti. Nel 2009 ha vinto la prima edizione della staffetta di Canapone, una competizione importante per la città che si disputa in centro storico, e ha partecipato a gare fino all’anno scorso. L’ultima sua corsa è stata il “5000 illuminato”, organizzato da Marathon Bike con Uisp al parco di via Giotto. «Mario era uno di noi e del quarto Stormo – dicono dal Team – Tutto il mondo del podismo maremmano è sconvolto per la sua morte prematura. Mandiamo un abbraccio affettuoso alla famiglia».
Cerciello amava il mare, la barca a vela (la sua foto di profilo su Fb lo ritrae su un’imbarcazione) e l’aria aperta. Per tantissimi anni è stato anche uno scout, lo ricorda l’amico Paolo Luciani. «Anzi: è sempre uno scout, perché uno ci resta tutta la vita. È stato un educatore dell’associazione Scout d’Europa cattolici, e per tantissimi anni è stato al seminario vescovile di via Ferrucci, poi spostato al San Giuseppe. Fin da giovanissimo è stato dedito allo scoutismo e ha sempre educato molti giovani allo scout grossetano. I suoi vecchi amici anche ultimamente gli sono stati molto vicini, hanno cercato di aiutarlo. Hanno perso un fratello». E piange lacrime di dolore profondo il “fratello” vero, Emanuel, che era legato a lui da un affetto viscerale. «Era sopravvissuto per miracolo a un incidente spaventoso nel 2015 – ricorda – e la malattia me l’ha portato via ora. Era in moto quando fu investito in piena notte da un’auto. Fu trascinato per 80 metri». I soccorritori cercavano il corpo per strada, senza trovarlo. Era rimasto sotto la macchina. A salvarlo fu uno zainetto che gli fece da “airbag” e lo protesse; lo zainetto del Marathon bike. —
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