Il Tirreno

Grosseto

castel del piano 

Addio Giancarlo, tutta una vita dietro al bancone

Fiora Bonelli
Addio Giancarlo, tutta una vita dietro al bancone

Barista storico, aveva 85 anni Con la moglie aveva gestito “Il Cacciatore”, “La Vasca” e adesso “Il Quadrifoglio” Il suo caffè era proverbiale

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Castel del Piano

La comunità dice addio a un barista storico. Se ne è andato, per una malattia che lo stava consumando da cinque anni, Giancarlo Masotti, noto barista del paese amiatino dove era arrivato quasi mezzo secolo fa.

Giancarlo aveva 85 anni e per quasi tutta la vista ha fatto il barista. Prima a Firenze, dove, come lui stesso amava raccontare aveva svolto quell’attività in un “bar di lusso”, ma per arrotondare lo stipendio lavorava anche ai mercati generali. Poi una limitata parentesi in fabbrica, alla Fiat di Torino, e dopo aver lavorato anche come forestale, aveva pensato che era arrivata l’ora di fermarsi.

Così, dopo essersi sposato con Anna, aveva deciso di mettere radici a Castel del Piano. Lui e la moglie avevano gestito il bar Il Cacciatore, nel corso Nasini, quando ancora Castel del Piano era pieno di gente, soprattutto d’estate, e il bar di Giancarlo era uno dei luoghi cult per la sosta durante la passeggiata nel corso o il caffè della mattina. Ed era risaputo non solo a Castel del Piano, che il caffè come Giancarlo non lo sapeva fare nessuno. Lui sempre in tiro dietro il bancone, davanti alla macchina da caffè in attesa delle ordinazioni, con la giacca bordeau e il gilet scuro, camicia bianca e modi gentilissimi, sembrava nato e tagliato per fare quel mestiere. Aveva iniziato, infatti, a 14 anni a stare dietro il bancone del bar a Firenze e aveva fatto sua la capacità di ascoltare e mai intervenire nelle chiacchiere dei clienti, che serviva con riservatezza e garbo.

Mai una parola di troppo e se mai qualche gentilezza in più. Come non esitare a rifare il caffè, se il primo gli pareva venuto male. Poi Giancarlo e la moglie avevano deciso di spostare il bar in uno spazio secondo loro più frequentato ed avevano aperto il bar La Vasca, affacciato in piazza Garibaldi, con un piccolo spazio esterno per un paio di tavoli dove la gente continuava a fermarsi per chiacchiere e saluti. La notorietà di quel caffè stupendo che solo lui sapeva fare lo aveva seguito, così come aveva continuato a seguirlo nel nuovo locale, che è quello di adesso, Il Quadrifoglio. La moglie Anna sempre al suo fianco, fino a una decina di anni fa, quando Giancarlo e Anna passarono il testimone alla figlia Sandra e al genero Paolo. Eppure Giancarlo, sebbene in pensione, qualche volta andava a dare una mano davanti alla macchina da caffè per contentare qualche cliente che voleva sentire la sua mano in quella tazzina.

«Ha passato la sua vita dentro il bar – rammenta la figlia Sandra – e lo ha fermato soltanto la malattia insorta cinque anni fa. E’ stato sempre un grande lavoratore e mi fa piacere che le persone lo ricordino come persona gentile, tranquilla e professionale». I funerali di Giancarlo Masotti si sono svolti a Castel del Piano ieri pomeriggio. —

Fiora Bonelli

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