Il Tirreno

Grosseto

la rete delle biblioteche 

La minoranza diserta il voto «È una protesta per l’Isgrec»

e. p.

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grosseto

La nuova convenzione per il funzionamento della Rete delle biblioteche degli archivi e dei centri di documentazione della provincia di Grosseto ha ottenuto il via libera del consiglio comunale che ha votato a maggioranza e ha fatto registrare una singolare forma di protesta da parte dei gruppi di opposizione che non hanno partecipato al voto per accendere, così, un riflettore sulla situazione dell’Isgrec, l’Istituto storico per la resistenza e l’età contemporanea, sfrattato dalla Provincia.

Se, oggi, l’Isgrec ha una sede, lo deve all’iniziativa del presidente della cooperativa Uscita di Sicurezza, Luca Terrosi, che ha messo a disposizione dei locali in viale Europa. Su sollecitazione del capogruppo della Lista Mascagni, Carlo De Martis, i consiglieri di opposizione non hanno partecipato al voto per protestare contro il sostanziale disinteresse manifestato dal Comune per l’Isgrec, di cui è socio fondatore.

La nuova convenzione per la rete di cui anche l’Isgrec, con il suo patrimonio di libri e documenti, fa parte, potrà andare avanti e garantire la rete fino al 2024. La Rete, costituita nel 1999, mette insieme 17 Comuni e 10 istituti privati del territorio provinciale e il comune di Grosseto ha da sempre svolto il ruolo di centro di rete.

La nuova convenzione definisce in modo più dettagliato le funzioni delle singole realtà: al centro di rete viene assegnato il corpo centrale delle attività e il coordinamento generale, oltre che i rapporti con la Regione e una serie di servizi come l’utilizzo di un software che trasforma il sistema come fosse un’unica biblioteca. Al comune di Roccastrada il compito prevalente di valorizzazione degli archivi storici e al Comune di Castiglione della Pescaia la promozione della lettura. Il consiglio ha approvato anche il documento che riguarda tutto il sistema dei Musei di Maremma e il nuovo Regolamento del Museo archeologico e d’arte della Maremma. «Atti fondamentali – ha evidenziato il vice sindaco e assessore alla cultura Luca Agresti – per garantire il buon funzionamento di strutture che rappresentano il nucleo, l’ossatura del sistema culturale del territorio comunale e provinciale e sono il risultato di un lavoro capillare non solo a livello tecnico, ma anche di conoscenza, di studio e di divulgazione.

Un lavoro che, grazie alle reti, è possibile portare avanti, mettere a disposizione e valorizzare a vantaggio delle singole comunità e dell’intero territorio». –

e. p.

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