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Indumenti trovati vicino allo scheletro: il medico legale analizzerà le ossa
La Procura darà l’incarico per il giallo del Diversivo. La mandibola è integra: verrà fatto l’esame del Dna
GROSSETO. C’era anche qualche indumento, poco distante dal punto in cui è stato ritrovato uno scheletro, nella macchia tra il canale del Diversivo e via Lago d’Orta, a pochi metri dalla pista ciclabile. Indumenti che sono stati sequestrati dai carabinieri e che ora verranno analizzati ma che potrebbero essere stati lasciati lì da qualcun altro e non essere stati indossati dalla persona ritrovata ormai scheletro.
Il mistero, ovviamente, non è ancora stato risolto: servirà tempo prima di poter stabilire a chi appartengano quei resti umani trovati sabato scorso da alcuni ragazzi che erano andati a fare una passeggiata in quel tratto di verde a ridosso della pista ciclabile di via Senese. È lì, sotto un albero ad alto fusto che hanno visto quelle ossa ricoperte dalle foglie e hanno trovato il teschio che era parzialmente sotterrato.
Sono una cinquantina le ossa che sono state recuperate, chiuse in un sacco nero e poi portate ai carabinieri di Grosseto che sono andati immediatamente a fare un sopralluogo nel punto in cui è stato fatto il macabro ritrovamento. Gli uomini del nucleo investigativo, coordinati dal sostituto procuratore Valeria Lazzarini, stanno facendo tutti i riscontri necessari per scoprirne l’identità. Servirà però l’esame del Dna e serviranno anche tutte le comparazioni possibili per capire di chi si tratti. Dai primi riscontri sembra che lo scheletro, completamente scarnificato, possa essere rimasto in quella macchia a due passi dalla città da poco meno di un anno. Le ossa erano completamente pulite, senza alcun frammento di tessuto attaccato.
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Sotto a quegli alberi, fino a qualche tempo fa, viveva una donna, una senza fissa dimora che però ha poi lasciato quel bivacco. Non faceva avvicinare nessuno e anzi, se qualcuno tentava di invadere il suo spazio, dopo averlo cacciato via, si passava addosso il disinfettante. Negli ultimi tempi, qualche persona senza fissa dimora ha trovato via via un riparo sotto ai rami di quegli alberi. Lì, dove c’erano le ossa ma anche nel tratto tra la strada e il canale, in quel terreno che via via viene sistemato e ripulito dalle erbacce.
Sabato i ragazzi stavano facendo una passeggiata in quello spazio verde quando hanno visto spuntare dal terreno quelle ossa. Non hanno avuto paura della scoperta che avevano appena fatto e anziché chiamare i carabinieri e far trovare loro le ossa nella macchia, le hanno raccolte una a una, teschio compreso, le hanno chiuse in un sacco nero e le hanno portate in caserma.
Ci vorrà un po’ di tempo per stabilire a chi appartenga quello scheletro: il pm, nei prossimi giorni, darà l’incarico al medico legale che potrà così cominciare a fare tutti gli accertamenti necessari per dare un’identità a quei resti, rimasti a lungo esposti al freddo, alle intemperie, al caldo e agli animali che probabilmente hanno fatto sparire le parti dello scheletro mancanti. Le risposte arriveranno dopo che saranno fatti tutti gli accertamenti necessari per risalire all’identità della persona morta con molta probabilità proprio in quel posto.
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