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«Creare una geriatria nel nostro ospedale»
L’ex presidente della Vegni avanza un’interessante proposta alla luce della riorganizzazione dei servizi sanitari post Covid
castel del piano
Una proposta da depositare a tempo sul tavolo regionale, perché l’ospedale di Castel del Piano si doti di una grande geriatria a servizio di Amiata e Maremma. I soldi, quelli dell’Europa, ci potrebbero essere, basta saperli intercettare. L’idea è di Maurizio Colombini, ex presidente della azienda “Vegni” di Castel del Piano. «Vorrei suggerire ai sindaci dell’Amiata grossetana, e in particolare a quello di Castel del Piano, di prepararsi a sedere al tavolo del dopo pandemia dove si decideranno le sorti della sanità pubblica e delle Rsa anticipando in Regione proposte e richieste realizzabili. Eviteremmo di accettare soluzioni prese da altri».
Lo stimolo arriva da una bella quantità di fondi che l’Europa sta per mettere a disposizione. «È in arrivo un mare di soldi – dice Colombini –. Il Mes potrebbe autorizzare 37 miliardi solo per il servizio sanitario, e altri fondi sono richiesti alla Banca europea degli investimenti. Si parla di 1.500 miliardi di eurobond, che serviranno anche a trasformare la sanità, viste le carenze manifestate in tutta Europa durante la pandemia».
Durante il coronavirus, dice Colombini, «abbiamo scoperto che molte case di riposo gestite da manager super pagati hanno clamorosamente dimostrato inadeguatezza, impreparazione, pressappochismo, con il risultato (il dolo lo dovrà verificare la magistratura) di provocare una carneficina dei degenti».
Colombini suppone che «molto probabilmente, oltre alla ristrutturazione del servizio sanitario nazionale, la gestione delle Rsa passerà alla Asl di territorio».
E da qui parte la proposta: «Non esisterà più come adesso il problema economico di finanziare nuove iniziative e quindi si possono avanzare richieste; Castel del Piano ha una Rsa praticamente collegata con l’ospedale e con i servizi sanitari facilmente accessibili. Abbiamo il problema di riempire di nuovo i vari piani dell’ospedale desertificati negli anni a causa della riduzione delle prestazioni specialistiche. L’ospedale di Grosseto, invece, avrà il problema inverso, quello di liberare spazi da riservare alla terapia intensiva. La chirurgia, l’ortopedia, la ginecologia, il punto nascita sono logicamente impossibili da ripristinare a Castel del Piano, mancando la rianimazione. Si fa largo la tesi, anche fra i politici che negli anni hanno solo tagliato, secondo cui gli ospedali periferici dovranno essere riqualificati e potenziati».
Colombini di specializzare l’ospedale di Castel del Piano per un grande reparto di geriatria, collegato alla Medicina e all’Ospedale di comunità, che serva tutta la provincia. «I vantaggi – dice – sono facilmente quantificabili: venti o trenta nuovi operatori sanitari, venti o trenta nuove famiglie a Castel del Piano, movimento giornaliero dei parenti ricoverati, ampliamento e potenziamento del reparto di riabilitazione, e si potrebbe continuare. Sarebbero ben accette altre proposte di specializzazione del nostro ospedale per ottenere servizi ben definiti. Bisogna però anticipare le mosse in modo tale che a Firenze si prenda in considerazione la nostra proposta, quando la Regione Toscana deciderà la nuova struttura della sanità». — F.B.
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