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Casa a Roma ereditata Comune condannato Polemica in consiglio

Fiora Bonelli

L’appartamento ai Parioli fu lasciato al Municipio anni fa La minoranza: «L’ente pagherà il doppio della caparra»

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Fiora Bonelli / roccalgegna

«Il Comune di Roccalbegna è stato condannato in primo grado nel processo della casa di Roma. Dovrà pagare il doppio della caparra, pari a 460mila euro, dei 230mila versati nel 2010 dalla società acquirente Gfp Properties Srl». Così annuncia la minoranza guidata da Davide Mariotti. Ma il sindaco Massimo Galli corregge e precisa che per Roccalbegna economicamente è un vantaggio.

Mariotti ripercorre tutta la spinosa questione di un immobile del quartiere Parioli di Roma lasciato in eredità al Comune di Roccalbegna nel 2007 dalla signora Maria Teresa Zammarchi che aveva nominato il Comune di Roccalbegna erede universale.

Galli, tuttavia, precisa che «la donazione risale al 1983» e aggiunge che «Mariotti sbaglia data perché vuole tirare in mezzo il momento in cui ero consigliere».

Mariotti rammenta poi che nel 2010 il Comune deliberò la vendita a un prezzo concordato di un milione e 230mila euro con l’astensione della minoranza e il no di Biagio Giannone. Successivamente al compromesso, la Gfp Properties srl intimava al Comune di provvedere a una serie di interventi che furono eseguiti dal condominio romano. Nel 2010 il Comune fu citato in tribunale dalla Gfp Properties srl, con il quale veniva richiesta la riduzione del 30% sul corrispettivo di compravendita, adducendo presunte fatiscenze e non conformità edilizie. Si chiedeva la restituzione del doppio della caparra introitata dal Comune (460mila euro).

Il 21 ottobre 2011, l’amministrazione Galli, con il voto contrario della minoranza, approvò una diminuzione sul prezzo di acquisto dell’appartamento di 50mila euro, rinviando la stipula del contratto al 30 marzo 2012. La stipula non avvenne mai.

Si giunge quindi al consiglio comunale del 10 aprile 2020. In seguito alla sollecitazione del gruppo consiliare Ricostruire in Comune, il sindaco Galli ammette la sconfitta in tribunale e la conseguente condanna alla restituzione del doppio della caparra, ossia 460mila euro.

L’immobile, parzialmente ristrutturato, torna tuttavia al Comune di Roccalbegna.

«Paradossalmente il primo cittadino e il suo entourage annunciano la sconfitta come una vittoria», osserva Mariotti che chiede fra l’altro: «Come saranno impiegati i futuri benefici della casa di Roma? Quali progetti saranno finanziati? Qual è la visione di futuro dell’amministrazione Galli? Quanto ha perso il Comune di Roccalbegna dalla gestione del bene? A quanto potrà essere locato o venduto l’immobile rispetto al valore di mercato di oltre 1,2 milioni di euro del 2010, vista l’attuale crisi immobiliare? Cosa avremmo potuto fare per il nostro territorio con quelle somme in questi dieci anni? Queste nostre domande, ad oggi, non hanno mai ricevuto una risposta convincente».

Ma Galli insiste: «Certo che ci abbiamo guadagnato. La casa ci ritorna del tutto ristrutturata. Il tribunale stabilisce che i 450mila euro spesi dalla società per la ristrutturazione non li dobbiamo versare e ci riconosce una sorta di affitto dal 2012, di 3.600 euro al mese. Per cui la società deve ridarci 350mila euro. È vero che noi dobbiamo alla Properties il doppio della caparra di 230mila euro, ma va detto che con la caparra, che ci fu versata a suo tempo, ristrutturammo le scuole di Vallerona e Roccalbegna, senza bisogno di prendere mutui. Dunque, fatti i debiti conti, penso che ci abbiamo guadagnato. Per quel che riguarda la donazione recente di 270mila euro al Comune, del cui impiego Mariotti si preoccupa, gli faccio presente che è una somma vincolata alla costruzione di una casa di riposo. Mariotti stia sereno». —

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