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Nuovo menu al Gallery e l’aiuto dei familiari per ricominciare
grosseto
Mauro Sbrana Adorni è uno degli esercenti storici del centro. Il Gallery Cafè, all’angolo tra via Cairoli e piazza Baccarini, uno dei locali simbolo della movida grossetana. A metà aprile il Gallery avrebbe compiuto 25 anni di attività. Mauro da tempo aveva progettato questa data: le magliette, un restyling della cucina e del menù, una festa sulla pedana, all’aperto, con musica, formaggio, baccelli e vini della Maremma. È rimasto tutto sulla carta a causa del lockdown. Ma ora il Gallery ha riaperto la sala ristorante al primo piano, ma soprattutto la pedana su via Cairoli, con tavoli e ombrelloni all’aperto. Distanze rispettate, capienza ridotta, ma finalmente di nuovo in pista. «Sappiamo che la strada sarà in salita – spiega Mauro – perché anche in estate i turisti saranno pochi, avremo i distanziamenti e quindi spazi circoscritti, ma soprattutto resterà ancora, in molti, la paura di uscire, frequentare un ristorante o un bar, entrare in contatto con sconosciuti. Riaprire, quindi, non vuol dire ripartire da dove avevamo lasciato il 10 marzo. Non è così… Noi comunque ci proviamo. Con qualche idea nuova, un menu un po’ diverso. E soprattutto, visto la crisi che stiamo vivendo, un qualcosa al ribasso e non al rialzo, per quanto riguarda i prezzi. Faremo ogni sera pizze a cinque euro, a prescindere dalla tipologia. L’appello che faccio è sempre lo stesso: venite a trovarci, in centro». Il Gallery, al momento, ha due dipendenti in cassa integrazione: Noemi e Lorella. A Mauro gli si legge negli occhi il dispiacere per questa situazione. «Secondo i calcoli delle associazioni - dice Sbrana - non torneremo al 100% neanche in 12 mesi. Per riadeguare i costi ai ricavi noi abbiamo iniziato dalla rinuncia allo staff che avevamo. E qui diventa importante che il governo ci aiuti con il prolungamento della cassa integrazione, così da tenere qualche mese in stand by i dipendenti». Altra questione è il recupero dei ricavi “bruciati”. «Il governo ha messo in campo dei mezzi che sono finanziamenti, quindi vuol dire che queste risorse vanno restituite, mentre per resistere con più tranquillità forse serve qualcosa a fondo perduto». Le misure adottate sono ritenute da molti insufficienti. Mauro glissa: «L’unica soluzione che vedo è rimetterci in moto, piano piano, nel miglior modo possibile, con un atteggiamento positivo. Io, in questa fase, conterò sull’aiuto e il sostegno gratuito dei miei familiari, nel frattempo ho acceso un prestito a un tasso vantaggioso. Ci proverò, sperando nella risposta dei clienti, dei grossetani». —
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