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Da 20 anni attende risposte dal Comune di Capalbio Interviene il difensore civico
Tutto iniziò nel 1998 quando acquistò una casa nel borgo storico Da due decenni aspetta di capire che fare di una canna fumaria
il caso
«Il Comune risponda a una cittadina». L’esortazione arriva dal difensore civico della Toscana ed è rivolta al comune di Capalbio dal quale una cittadina, appunto, attende una risposta da circa 20 anni.
Tutto ha inizio nel 1998 quando una coppia acquista una casa nel centro storico di Capalbio. Già dopo un anno dalla transazione, la coppia segnala all’Asl di Orbetello la presenza di una canna fumaria di un ristorante i cui fumi arrivano direttamente nella stanza della vicina abitazione. La coppia segnala anche all’allora amministrazione comunale ma – come ha scritto in una lettera al difensore civico – non ottiene che «risposte evasive». Nulla cambia e la coppia continua a usufruire della casa subendo ciò che ha sempre definito un disagio.
La presenza della canna fumaria avrebbe causato anche un danno economico alla coppia: messa in vendita la casa, i potenziali acquirenti hanno notato la presenza della canna fumaria e hanno messo come condizione dell’acquisto che la canna fumaria fosse rimossa: o sparisce o non ci sarà nessuna compravendita dell’appartamento.
Anche in questo caso la coppia ha fatto presente la situazione all’attuale amministrazione senza ottenere risposta.
Da qui è maturata l’esigenza di rivolgersi al difensore civico che ha scritto all’amministrazione di Capalbio a dicembre 2019 e a febbraio del 2020. Anche in questo caso però alla cittadina proprietaria della casa non è arrivata risposta.
Il difensore civico invita quindi il comune di Capalbio a chiarire ai proprietari dell’appartamento, ormai in vendita, come stanno le cose: se quella canna fumaria può stare in quel punto o se non ci può stare.
La sollecitazione per ora non ha avuto un seguito, tanto che il difensore civico, come scritto anche in una delle due note inviate al comune della Piccola Atene, ha deciso di rendere pubblica la situazione per stimolare il municipio a rispondere.
«Se i proprietari sapranno che non c’è nulla da fare, agiranno di conseguenza – dice il difensore civico – ma avere delle risposte è un diritto dei cittadini che chiedono chiarimenti al Comune». I cittadini in genere si rivolgono al difensore civico quando non riescono ad avere accesso ad alcuni atti, oppure, come in questo caso, quando aspettano risposte da circa 20 anni. –
ivana agostini
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