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C’è accordo tra sette Comuni sul progetto cicloturismo

fiora bonelli
C’è accordo tra sette Comuni sul progetto cicloturismo

Ha aderito anche Piancastagnaio, adesso manca il sì dell’Unione senese Galli: «È la prima volta che riusciamo a mettere in piedi un piano unitario»

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In arrivo (almeno questa è la speranza) l’accordo su un progetto unitario di quasi un milione di euro per il rilancio turistico di tutta l’Amiata.

I sindaci dei sette Comuni del versante grossetano più il sindaco Luigi Vagaggini dell’Unione senese trovano l’accordo su un grande progetto di cicloturismo che tocchi i borghi di entrambi i versanti e metta in collegamento tutto il territorio che cinge il cono vulcanico, snodo naturale fra la Val d’Orcia e le valli del grossetano. Un progetto di “area vasta” a cui se anche gli altri comuni dell’Unione senese, Abbadia San Salvatore, Radicofani, Castiglion d’Orcia e San Quirico d’Orcia, daranno il loro assenso, sarà finanziato da quel tesoretto di 500mila euro, già stanziato dalla Regione Toscana, a cui si potrebbero aggiungere altri 400mila euro di fondi per la montagna (200mila per ogni unione dei comuni).

Ieri mattina, in una call organizzata dall’assessore regionale Stefano Ciuoffo a cui hanno partecipato i sette sindaci del versante grossetano ai quali si è affiancato Vagaggini, si sono messi d’accordo, accogliendo l’invito della Regione a presentare un progetto unico. «Con la proposta di cicloturismo che va a creare una rete fra paesi amiatini e Vetta – commenta a caldo il presidente Unione comuni Amiata grossetana Massimo Galli – è la prima volta che riusciamo a mettere in piedi un progetto unitario per tutti. Infatti in questo modo vi rientrano anche i Comuni che erano esclusi dal gruppo di Destinazione Amiata e cioè Semproniano per il versante grossetano e Radicofani, Castiglione e San Quirico d’Orcia per il versante senese. La Val d’Orcia va a congiungersi con la valle dell’Albegna. Si spera che anche l’Unione senese sia d’accordo. Piancastagnaio già lo è. È un progetto che partendo dalle due ipotesi progettuali sul tavolo, su cui si era consumato lo scontro fra comuni, vede la loro piena integrazione. Oltre i 500mila euro già stanziati, la Regione mette a disposizione ulteriori fondi di 400mila euro. Quasi un milione di euro, sufficienti per una unitaria progettazione che racchiuda all’interno gli interventi di infrastruttura digitale e cicloturismo dei vari borghi di valle e di infrastruttura fisica in Vetta, collegando i diversi sentieri di bici, trekking ed ippovie per farne un percorso organico ed unitario».

«Ci sarà un’applicazione turistica unica per tutti i paesi dell’Amiata - aggiunge Galli - Ora tocca ai Comuni amiatini saper cogliere questa sfida ed uscire da una situazione di contrasto. Infatti la mera presentazione di due progetti distinti per finalità, presupposti e azioni previste determinerebbe inevitabilmente una frattura estremamente dannosa soprattutto nella prospettiva di ripartenza da una situazione di crisi diffusa quale quella in cui l’intero Paese è coinvolto. Riunire risorse e idee permetterà di ottimizzare gli interventi e potenziare l’offerta di sistema. Si tratta di integrare i 500mila euro di ciascun progetto con le nuove risorse messe a disposizione dalla Regione per i Comuni montani, affinché invece di andare dispersi in una moltitudine di progetti siano focalizzati su una progettualità condivisa e ritenuta prioritaria. Non vi sarà quindi contrapposizione, ma sinergia fra gli investimenti realizzati nei paesi e quelli della parte alta della montagna».

L’accordo fra i sindaci, che è piaciuto all’assessore regionale Ciuoffo, ha anche come obiettivo, secondo la conferenza dei sindaci dell’Amiata grossetana, di «gettare le basi per una nuova condivisione fra i Comuni su politiche di area in grado di rilanciare l’Amiata. Un’opportunità che non possiamo perdere – dicono – e che, con il supporto di adeguate politiche e risorse della Regione, potremo cogliere se condivideremo una strategia efficace di medio e di lungo termine per uno sviluppo turistico della nostra montagna». —

fiora bonelli

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