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Lapidi spezzate e una striscia di tessuto Atto vandalico scoperto al cimitero

Giulia Sili
Lapidi spezzate e una striscia di tessuto Atto vandalico scoperto al cimitero

Le tombe rovinate appartengono alla famiglia Citerni. La sindaca Travison: «Uno spregio senza alcuna giustificazione»

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Una striscia di tessuto bianco, lunga molti metri, avvolta tra i cipressi e le tombe, quasi a delimitare un perimetro. Alcune lapidi, tra le più antiche, sono state trovate spezzate. La pietra, fatta a pezzi, è stata lasciata a terra in ordine sparso.

A trovare il cimitero di Scarlino in queste condizioni è stato il custode, Graziano Vichi, che ieri mattina alle 8 ha aperto i cancelli e si è trovato davanti l’insolita scena. In poco tempo sul posto sono arrivati i carabinieri e gli agenti della polizia locale insieme alla prima cittadina Francesca Travison. Quanto trovato non sembra essere legato ad un rito di qualche tipo ma, piuttosto, ad un atto vandalico: qualcuno, probabilmente durante la notte tra venerdì e sabato, si è introdotto all’interno del cimitero e ha rotto con violenza alcune croci in travertino, scegliendo accuratamente le più antiche tra quelle presenti. «Siamo scioccati – ha detto la sindaca Travison – intorno alle 9,30 il comandante della polizia municipale mi ha informato che nella notte qualcuno si era introdotto nel cimitero comunale e aveva danneggiato alcune tombe. Sono stata sul posto per verificare personalmente l’accaduto. Sono intervenuti anche i carabinieri che hanno rilevato le tracce lasciate dai vandali. In un momento difficile come quello che stiamo attraversando non ci aspettavamo un tale spregio, che non trova giustificazione alcuna».

Le tombe che sono state rovinate appartengono entrambe alla famiglia Citerni: la prima è di Pio Citerni (1847-1934) sindaco di Gavorrano durante gli anni del fascismo, la seconda è una tomba doppia, dove sono state sepolte Paolina e Alduina Citerni (1853-1901 e 1816-1901). C’è poi una terza tomba che sembra essere stata interessata dagli atti vandalici: quella di un Travison, ma non è certo che la frattura del travertino sia recente. Di sicuro, però, le lapidi dei Citerni sono state colpite con violenza fino a spezzare le croci in travertino.

Una famiglia nota quella dei Citerni: Pio fu sindaco del Comune di Gavorrano per quindici anni e per lo stesso periodo prese parte anche al consiglio provinciale. Le notizie arrivano dall’archivio storico di Giancarlo Grassi. Zio del famoso esplorare Carlo Citerni, superstite della spedizione Bottego, Pio oltre ad essere cavaliere di un ordine cavalleresco fu tra i primi organizzatori dei fasci nel Comune di Gavorrano.

Le tombe sono state evidentemente vandalizzate, resta invece un dubbio sul tessuto ritrovato avvolto per molti metri tra le tombe e i cipressi. La polizia locale sostiene che il telo potrebbe essere arrivato dalla vicina serra, volato nel cimitero dopo una notte di vento forte; chi ha ripulito l’area, invece, sostiene che il telo fosse stato messo con una cura tale da non poter essere opera del caso.

Il custode del cimitero spiega che non è la prima volta che avvengono episodi simili: «In passato abbiamo trovato tombe rotte perché i malintenzionati che si sono introdotti hanno provato a rubare il rame delle grondaie – dice Vichi – Questa volta, però, non è chiaro il motivo del gesto». —

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