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«Eventi culinari ok, ma serve anche altro»
Per i dirigenti Figc Canuti e Rossi gli appuntamenti sono utili ma è la Federazione che deve trovare altre fonti di sostegno
GROSSETO
I responsabili grossetani del pallone, il consigliere regionale della Figc Gianni Canuti e il presidente provinciale Agide Rossi, seguono con molta attenzione l’evoluzione delle normative, anche in fatto di organizzazione delle sagre. Entrambi i dirigenti la pensano allo stesso modo, e si augurano che ci sia margine di manovra per tante società. Canuti, in attesa del consiglio federale dei prossimi giorni dove si capirà il destino anche del calcio dilettantistico, non si sottrae a un dibattito che farà sicuramente discutere. I segnali che arrivano raccontano che sono a rischio circa il 30% della sopravvivenza delle società e se così fosse, la geografia del pallone, anche quella Maremmana cambierebbe radicalmente.
«Il problema di come organizzarsi per le sagre è notevole – osserva Canuti – ma chi potrà farle non si deve tirare indietro. In ballo ci sono risorse per il futuro calcistico di tanti giovani della Maremma, e a rischio c’è la sopravvivenza delle società ». Il consigliere regionale della Figc aggiunge: «Tutti devono fare la loro parte, e purtroppo nel decreto di Rilancio non mi sembra di aver visto risorse per il nostro settore. Rischiamo di fare un passo indietro gigantesco – dice Canuti – e non ci voglio nemmeno pensare, sarebbe un tracollo. La federazione deve attivarsi in tutti i modi e cercare soluzioni». Il dirigente di lungo corso riflette anche su quelli che saranno gli scenari futuri: «L’augurio è che la pandemia venga arginata e che si trovi il vaccino – aggiunge – La Toscana e la Maremma in particolare sembra aver retto bene, ma è chiaro che tante società dovranno fare i conti anche con la mancanza dei piccoli sponsor, altra voce fondamentale dei bilanci».
Sulla stessa linea Agide Rossi: «Senza il contributo che arriva dalle sagre sono molto preoccupato che qualche società non ce la farà a continuare. Capisco però che di problemi ce ne sono tanti da affrontare, quelli delle distanze da tenere e soprattutto dal punto di vista sanitario e posso capire chi ha i dubbi per farle. Posso solo dire che sono favorevole che le società s’impegnino a organizzare le sagre, ma anche che ci sia un supporto economico della federazione senza il quale sarà davvero dura per tutti».
A Gavorrano anche la società biancorossoblù è preoccupata. Il presidente Paolo Balloni sa bene che la sagra è importante, ma prima di tutto si deve pensare alla salute, soprattutto de volontari. «La nostra struttura è quella che è – dice Balloni – e confrontandoci con la proprietà siamo indirizzati per quest’anno a rinunciare a fare la nostra sagra. Sappiamo bene che tutti i contributi economici sono più che importanti, ma ci sono molte problematiche e dunque è forse meglio proprio rinunciare, anche per venire incontro ai problemi che avranno i ristoranti della zona e dare un segnale forte». Sempre in casa FolGav i giocatori della prima squadra hanno accettato di rinunciare agli ultimi due mesi di stipendio, un gesto anche questo molto apprezzato dalla società e dalla proprietà. –
enrico giovannelli
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