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«Ero nel panico, è finita bene e ringrazio i vigili del fuoco»
Piccoli incidenti e distrazioni che rischiano di essere pagate care: il racconto di una grossetana
la lettera
«A volte basta poco per buttarci nello sconforto: un piccolo incidente, una distrazione, una banalità, e andiamo nel panico.
In un pomeriggio di assoluta ordinarietà (per quanto possa essere ordinario questo periodo di emergenza Covid, seppure meno drammatico di qualche settimana fa), mentre tornavo a casa in bici, mi sono cadute le chiavi in un tombino. Non sapevo proprio cosa fare, ho cercato di stare calma, ma l’idea di non poter rientrare a casa, di non avere duplicati mi atterriva.
Al tempo stesso mi sembrava di vivere una situazione paradossale perché rischiavo di pagare un caro prezzo per aver commesso una piccola leggerezza. Dopo qualche tentativo, fallito, di ricerca di aiuto o di suggerimenti, ho chiamato, con grande imbarazzo, i vigili del fuoco.
Nel giro di pochi minuti si è presentata una squadra al completo. Mi sono sentita subito sollevata, nonostante avessi dubbi sull’esito della ricerca.
Quello che mi ha subito colpita è stata la disponibilità e la comprensione umana del mio problema che, per quanto non drammatico, mi stava angosciando per le conseguenze pratiche che avrebbe avuto.
Ho percepito chiaramente la spinta alla “missione”, la loro totale adesione al ruolo di soccorso civile e di pubblica utilità che svolgono. A loro rivolgo un grazie speciale perché, per quanto l’intervento in sé sia stato banale, per me non lo è stato affatto.
Sono rientrata a casa con il sollievo che si prova per il lieto fine di una brutta esperienza, come quando sei scampato a un pericolo. Questo mi ha fatto riflettere su quanto poca attenzione abbiamo, nella nostra quotidianità, nei confronti di chi svolge silenziosamente il proprio lavoro e mette tutte le proprie energie a disposizione della comunità. Comunità che troppo spesso non ha neppure la consapevolezza del valore di vivere la propria vita potendo contare, in caso di necessità, su uomini e donne che sono quotidianamente al servizio degli altri. In un periodo di emergenza sanitaria nel quale ci sentiamo tutti, in qualche modo, più vulnerabili, frustrati, esasperati e impauriti, è di grande conforto sapere che non siamo soli e che c’è chi, nonostante tutto, mette da parte le proprie ansie da essere umano, e porta avanti con fierezza e dedizione la propria missione. Troppo spesso nel più totale anonimato. Per questo vi dico: grazie». —
Giovanna Ciniero
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